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- CICLO DELL'EREDITA' _ ERAGON -

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- CICLO DELL'EREDITA' _ ERAGON -

Messaggio  ChiArA_25 il Gio Dic 01, 2011 11:51 pm

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« Un ragazzo...
Un drago...
Un mondo di avventure! »


Eragon è il titolo del primo romanzo fantasy del Ciclo dell'eredità; scritto da Christopher Paolini, è edito in Italia da Fabbri Editori. L'opera prosegue con Eldest nel (2005) e Brisingr nel 2008.


Trama

In un'epoca medievale fantasy, il protagonista quindicenne Eragon vive in campagna, ai piedi della Grande Dorsale, una catena montuosa che si estende dal nord al sud di Alagaësia, nel villaggio di Carvahall; mentre va a caccia di cervi, gli appare davanti a sè una stana pietra color zaffiro, che raccoglie e porta a casa, non rivelandone l'esistenza né allo zio Garrow,né al cugino Roran,la sua unica famiglia. Poco tempo dopo la strana pietra si schiude - rivelandosi un uovo - e ne esce un cucciolo di drago: Eragon diviene un cavaliere di drago ed iniziano così le sue avventure con Saphira, dragonessa blu. Eragon, dopo la morte di suo zio Garrow a opera dei Ra'zac, decide di intraprendere un viaggio per vendicarsi di loro. Inizialmente il giovane sarà aiutato dal vecchio Brom, soprannominato Brom il cantastorie, antico cavaliere ritiratosi dopo la morte del suo drago. Il vecchio rivela a Eragon ai segreti della storia dei Cavalieri dei Draghi ed alla magia per eliminare il perfido re Galbatorix e riportare la pace in tutta Alagaësia. Nel suo viaggio il giovane cresce grazie a nuovi personaggi, i quali lo aiutano a comprendere la più intima parte di sé stesso che lo lega alla magia, alla sua dragonessa, con cui ha un costante rapporto telepatico, ed anche agli ultimi due cavalieri e draghi rimasti. Dopo una serie di avventure, durante le quali ha conosciuto Murtagh e Brom è morto, Eragon decide di unirsi ai Varden, nella lotta Contro Galbatorix. Assieme all'ambasciatrice elfica Arya ed a Murtagh, due amici incontrati lungo il viaggio, giunge nel Farthen Dur, una montagna al cui interno si trova Tronjheim, capitale del regno dei nani. Qui conosce il nano Orik, che combatterà al suo fianco nella battaglia contro gli Urgali, dove Murtagh viene rapito dall'esercito di Galbatorix. Nel libro vi sono, come nella maggior parte dei romanzi fantasy, creature intelligenti e "dotate di favella" al di fuori della razza umana: si pensi a draghi, che comunicano tramite il pensiero, Nani, Elfi, Ra'zac, Urgali, specie di Troll con corna d'ariete, spettri e Gatti mannari.


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I personaggi principali

Eragon

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All’inizio della storia Eragon ha solo quindici anni e vive assieme a suo zio Garrow e suo cugino Roran, a Carvahall un piccolo villaggio. Un giorno cacciando sulla Grande Dorsale trova una pietra blu, che in realtà è l’uovo di Saphira, un drago, che si schiude marchiando la sua mano destra con il Gadwey Ignasia un simbolo a forma di drago d'argento, che sta a indicare che è un cavaliere di drago. Dopo la morte dello zio Garrow accaduta per colpa dei Ra'zac decide di vendicarsi di essi, e Brom, il cantastorie di Carvahall (che si scopre poi essere un cavaliere anche lui), si unisce a lui insegnandogli molto sull’arte della spada e sulla magia. Eragon combatte contro lo spettro Durza battendolo, grazie anche al tempestivo aiuto di Saphira e dell'elfa Arya, che aveva salvato sottraendola alle torture dello stesso Durza. Ma riporta una lunga ferita sulla schiena che gli provocherà molti dolori, che poi scomparirà nel secondo libro della trilogia, Eldest, poiché, con un rito magico, diventerà in parte un elfo. È innamorato di Arya anche se i suoi sentimenti per l’elfa non sono corrisposti. Aiuta i Varden nella battaglia del Farthen Dủr e per completare il suo addestramento è costretto ad andare ad Ellesmera dove incontrerà la madre di Arya, nonché regina degli elfi, Islanzadi, Oromis e Glaedr, un cavaliere il quale non è piu in grado di compiere magie che richiedano una notevole capacità in essa e il suo drago dorato oramai anziano al quale manca un arto. Alla fine di Eldest si scopre che anche Eragon è figlio di Morzan, un cavaliere dei draghi che è passato dalla parte del male, e quindi fratello di Murtagh, il suo compagno di viaggio da quando Brom è morto e il quale si pensava fosse morto dopo la sua cattura da parte degli Urgali dopo la battaglia del Farthen Dur. La spada con la lama rossa, che Eragon ha usato fino ad ora, passa quindi a Murtagh, primogenito di Morzan e quindi erede diretto dell'arma. In tutta la saga l'obiettivo di Eragon è quello di liberare Alagaësia da Galbatorix, il malvagio Imperatore, e vendicarsi della morte dello zio Garrow.


Saphira

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Saphira è la dragonessa/url] di Eragon e la sua più grande amica. Tre elfi (tra cui Arya) stavano trasportando il suo uovo quando Durza con un piccolo esercito di urgali li attaccò. Arya fu costretta a trasportare l'uovo con la magia vicino a Brom, sulla Grande Dorsale. Fu lì che Eragon lo trovò convinto che fosse un prezioso monile da poter rivendere per guadagnare abbastanza denaro per far mangiare la sua famiglia tutto l’inverno. Saphira ha un carattere forte e determinato ma si sente molto sola. Vive nella condizione di essere l’unico esemplare della sua specie rimasto a parte le uova che conserva Galbatorix e rimane di stucco quando incontra Glaedr, il drago di Oromis, ad Ellesmera. Durante l’allenamento nella città degli elfi si fa spesso trasportare dai suoi sentimenti per l’altro drago mancandogli, in alcune occasioni, di rispetto, cosa che il vecchio drago non gradisce molto. Delle tre uova in mano a Galbatorix è la sola femmina, perciò Murtagh ha il compito
di catturare lei ed Eragon vivi per poter ricostruire i Cavalieri. Compare sulla copertina di Eragon.
Origine del nome

Saphira è il nome della dragonessa che scelse Brom, che allora aveva appena dieci anni, come suo cavaliere. Rimasero insieme solo per pochi decenni, fino a quando Galbatorix rivelò le sue vere intenzioni e Morzan la uccise. All'inizio del primo libro, Eragon va da Brom per avere altre informazioni sui draghi ed il vecchio cantastorie di Carvahall è l'unico che lui conosca a sapere qualcosa su di loro. Eragon non ha ancora scelto un nome per il suo drago, così, con una scusa si fa elencare da Brom diversi nomi di draghi e per ultimo egli pronuncia il nome di quello che fu il suo drago, Saphira. E Saphira sarà l'unico nome che la dragonessa di Eragon deciderà di portare.

Saphira nel film

E' sostanzialmente diversa dalla descrizione del libro. In esso, infatti, ha la testa triangolare, una lunga fila di punte dorsali aguzze che partono dalla testa e arrivano fino alla fine della coda, e due possenti ali da pipistrello. Nel film non c'è niente di tutto questo. Nel film è completamente senza spuntoni, sulla testa ha due corna appuntite e un ciuffo di peli e piume; le ali sono anch'esse ricoperte da piume e qualche squama qua e là e la coda è anch'essa piumata alla fine. Secondo il regista è un drago rivoluzionario, diverso da ogni drago realizzato finora in un film ed è per questo che hanno voluto realizzarla in questo modo. Ciononostante in molti sono i fan che non smettono di esprimere la loro indignazione di fronte a questo cambiamento.


Brom

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Brom è il mentore di Eragon, a sua volta cavaliere dei draghi, che a lungo ha finto di essere il cantastorie di Carvahall e che darà ad Eragon le prime nozioni necessarie a sopravvivere. È stato lui a rubare l'uovo di Saphira a Morzan. Nel terzo libro si scoprirà che è il padre di Eragon. Brom è un ex cavaliere di drago ed mentore di Eragon, e lo aiuterà a divenire cavaliere lui stesso. In Brisingr l'elfo Oromis rivela a Eragon che il vero padre del ragazzo è Brom, e non Morzan, come tutti credevano.
È nato a Kuasta, una città sperduta a ridosso del mare, molto a Sud di Carvahall. I suoi genitori si chiamavano Nelda (la madre) e Holcomb (il padre). Kuasta è una città isolata dal resto del mondo per colpa della Grande Dorsale, e questo ha fatto si che la città diventasse un luogo ricco di superstizioni e strani costumi. Arrivato ad Ilirea Brom inizialmente bussava tre volte sullo stipite di una porta prima di entrare o uscire da una stanza, abitudine che poi perse assieme agli altri strani modi di fare. Ad Ilirea diventò uno degli allievi prediletti del maestro Oromis, assieme ad un ragazzo poco più grande di lui, Morzan. Brom ammirava moltissimo Morzan e lo seguiva ovunque, rimase però molto deluso quando questi decise di unirsi a Galbatorix per sconfiggere i cavalieri dei draghi. Fu uno dei fondatori dei Varden ma non accettò mai nessuna carica di potere al loro interno. Fu amico di tutte le razze senza distinzione e, durante il dominio di Galbatorix, viaggiò molto portando speranza alla gente. Perse Saphira, la sua dragonessa, durante una battaglia, allora si pensò che sarebbe impazzito a causa del distacco mentale che si crea sempre tra drago e cavaliere, ma lui, spinto da una terribile voglia di vendetta contro i Rinnegati, si riebbe e cominciò la sua battaglia contro i tredici e Galbatorix. Uccise tre dei rinnegati (tra cui Morzan) e fu la causa della morte di altri cinque. Muore alla metà del primo libro ucciso dai Ra'zac.In Brisingr si scopre che non era Morzan il padre di Eragon, ma bensì Brom. Brom si infiltrò come giardiniere nel castello di Morzan, e ci rstò per parecchi anni, e in questo periodo si innamorò segretamente di Selena, la Mano nera di Morzan. Prima di morire lascia a Saphira un ricordo, in cui si dichiara e rivela i propri segreti a Eragon. In Brisingr appare più volte l'anello che Brom lascia ad Eragon e viene definito, anche nelle pagine finali dallo spettro Varaug, pieno di luce ovvero di energia.Ciò lascia pensare che in futuro sarà molto utile ad Eragon e ci sono varie speculazioni sulla fonte di quell'energia ma probabilmente non è, come si pensa, L'energia vitale di un drago.


Arya Dröttningu

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Arya è l'[url=http://freefantasylibri.forumattivo.it/t28-gli-elfi#29]elfa portavoce della regina Islanzadi. È molto abile nel combattimento ma lo è altrettanto nella magia, ed è molto forte. Alta e longilinea, ha folti capelli neri e pelle molto chiara. Custodiva l'uovo di Saphira fino a quando non fu catturata dallo spettro Durza, salvando il prezioso oggetto mandandolo lontano mediante una magia. Viene liberata da Eragon a Gil'ead mentre sono imprigionati. Rimane a lungo incosciente,autoinducendosi il coma per rallentare l'effetto del veleno che le avevano somministrato durante la prigionia, sia mentre è imprigionata sia mentre viene portata da Eragon al sicuro. Nel Farthen Dur, viene poi curata dal veleno con il nettare di Tunivor.
In Eldest si scopre che in realtà lei è l'unica figlia della regina Islanzadi ma è stata da lei allontanata quando ha scelto di diventare portatrice delle uova di drago. Eragon è innamorato di lei. Si pensa che sarà lei il prossimo cavaliere.

Arya nel film

Nel film, il personaggio di Arya è diverso da quello del libro:
Nel film, scopriamo subito che Arya è la figlia di Islanzadi e principessa di Ellesmera, mentre nel libro non si accenna a ciò
Nel film, Arya è piuttosto disponibile e aperta verso Eragon, mentre nel libro è molto più chiusa e indisposta
Nel film, Arya dopo la battaglia dei Varden contro Durza e il suo esercito, parte per Ellesmera, mentre nel libro ella rimane a Tronjheim.
Nel film, Arya ha i capelli biondo-castano ma nel libro si dice chiaramente che ha i capelli neri
Nel film, Arya non presenta le orecchie a punta tipiche della razza elfica né viene in alcun modo citata la sua appartenenza a questa razza, diversamente dal libro.
Il suo comportamento e il suo modo di fare non è molto coerente con quello del libro.


Morzan

Anche se non appare direttamente nei libri, si parla molto di lui e di ciò che ha "lasciato ai posteri" come i suoi figli, Eragon e Murtagh, che diventeranno poi i cavalieri di draghi.

Storia

Morzan era un cavaliere di drago prima della sua caduta, quando Galbatorix, suo alleato, è diventato re. Allievo di Oromis, Morzan era un pari a Brom, e da lui ammirato.

La Caduta

Quando Galbatorix prese il potere, Morzan gli giurò lealtà, diventando il primo dei tredici Rinnegati, che aiutarono Galbatorix a distruggere i suoi ex alleati. Per molti anni, poi, Morzan servì Galbatorix ed lo aiutò nei suoi disegni scuri. Durante questo tempo, venne in contatto con una donna, in uno dei suoi viaggi, e i due si innamorarono. La donna, Selena, diede alla luce ad un figlio, Murtagh, per il quale Morzan non ebbe pietà, lo ferì anche con la spada, lasciandogli una cicatrice. In attesa di un secondo bambino, Eragon, Selena fuggì, cercando di salvarlo.

Morte

La fine di Morzan fu causata da Brom, prima suo pari, ora suo nemico, quando Morzan andò a cercare l'uovo di drago rubato. Brom duellò contro Morzan e lo ferì gravemente nel combattimento. Morzan morì, mettendo così un termine alla sua minaccia, ma non alla sua eredità.

Zar'roc

L'arma di Morzan era la spada elfica Zar'roc, che significa miseria. Ha una lama e un fodero rossi, abbinanti il colore del drago di Morzan. Dopo la morte di Morzan, è stata presa da Brom, che l'ha tenuta per molti anni prima di darla a Eragon. Eragon la tenne per un certo tempo, transformandosi in un bravo spadaccino, ma la spada fu in seguito presa da Murtagh, che l'ha presa come sua eredità (la spina del drago di Murtagh, per coincidenza, ha scaglie rubino-rosse che si abbinano perfettamente Zar'roc [in realtà i cavalieri avevano la spada del colore del drago]). Alla conclusione di Eldest, Murtagh rivela a Eragon che sono fratelli. Eragon è il secondo figlio di Morzan. La verità di questa dichiarazione, tuttavia, è ancora sotto il dibattito. Ciònonostante, non c'è nessun dubbio che Murtagh ed Eragon siano fratelli, dato che è stato confermato che Selena era effettivamente sia madre di Eragon che di Murtagh, benché non sia sà ancora se i due siano fratelli o fratellastri. In Brisingr successivamente si scopre che Eragon è il figlio di Brom, nato dall'unione con Selena, già madre di Murtagh, dichiarando ufficialmente che lui e Eragon sono fratellastri e non fratelli di sangue.


Murtagh

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« Lo straniero, che indossava logori abiti da viaggio, emanava un'aura tranquilla, rassicurante. Tra le mani reggeva un arco; al suo fianco un lungo spadone a una mano e mezza. In grembo aveva un corno bianco filigranato d'argento, e da uno stivale gli spuntava il manico di un pugnale. Il suo viso serio e gli occhi penetranti erano incorniciati da una massa di ricci castani. Sembrava di qualche anno più grande di Eragon, e appena più alto. » (Christopher Paolini, Eragon)
« Mi è stato ordinato di tentare di catturare te e Saphira. Ho tentato... Fai in modo di non incrociare più il mio cammino, Eragon. » (Murtagh, Eldest)
È un personaggio misterioso, ma diventa inseparabile compagno d’armi di Eragon. È il figlio primogenito del malvagio cavaliere Morzan (ucciso da Brom), braccio destro del crudele re Galbatorix. Accompagna il nostro eroe e Saphira dai Varden dopo averli salvati dalle grinfie dei Ra'zac.

Biografia

L'infanzia di Murtagh non è trascorsa piacevolmente ed il bambino venne più volte maltrattato dal padre: quando aveva tre anni, infatti, questi lo ferì alla schiena con la sua spada Zar'roc in un eccesso d'ira; il bambino fu sul punto di morire, ma fu miracolosamente salvato da un guaritore che si trovava dalle vicinanze. Tuttavia, gli rimase una grande cicatrice. Sua madre, Selena, era una donna comune che amava disperatamente Morzan e che fu convinta da lui a fare da spia allo stesso marito contro gli altri cavalieri. Per la sicurezza del figlio quest'ultimo fu messo al sicuro dalla madre ricorrendo ad un incantesimo in modo tale che gli altri, fatta eccezione del re Galbatorix, non sapessero della sua esistenza. Quando il padre fu ucciso da Brom, Selena scomparve per ritornare solo alcuni mesi dopo e morire di una misteriosa malattia, lasciando l'orfano alle cure di alcuni fidati servi. A quel tempo ormai tutti i cavalieri di Galbatorix erano morti ed il ragazzino, portato da Galbatorix stesso ad Urû'baen, fu educato da Tornac, un uomo leale a Murtagh. Murtagh evitò di partecipare alla vita di corte per quanto gli fu possibile durante gli anni trascorsi a palazzo, sebbene si tenne sempre informato a proposito delle aspre lotte politiche tra i nobili. Quando raggiunse i diciotto anni, il re lo invitò ad una cena in privato con lui. Non essendo naturalmente possibile rifiutare, Murtagh accettò. Passarono la cena quasi completamente in silenzio, poiché i tentativi di Murtagh di avviare una conversazione educata fallirono. Dopo cena il re chiese al giovane se volesse servirlo e lottare per lui come suo padre Morzan aveva fatto a suo tempo. Murthagh conosceva il terribile potere di Galbatorix e dentro di sé disapprovava alcuni suoi atti, eppure quando Galbatorix iniziò a descrivere le sue visioni circa il suo Impero ed il suo popolo, Murtagh rimase incantato dalle parole del sovrano e dai suoi toni persuasivi.
Alla fine del discorso del re, il ragazzo rimase così affascinato da prendere in considerazione l'idea che Galbatorix aveva descritto e accettare immediatamente di servirlo. Mesi dopo questo incontro, il re convocò di nuovo Murtagh. Questa volta però si mostrò a lui in preda ad una violenta collera, ordinandogli di prendere il comando di un esercito per schiacciare una ribellione in una data provincia. Quando il ragazzo chiese se dovesse imprigionare i civili, Galbatorix rispose che tutti, sia ribelli che civili, donne o uomini, vecchi o bambini che fossero, dovevano essere uccisi e la zona distrutta. Capendo che il re non era colui che dichiarava di essere, non un uomo che intendeva realizzare un progetto di pace ma piuttosto un individuo violento e senza scrupoli, Murtagh fuggì con il proprio maestro d'armi, Tornac. Durante la fuga, in un agguato teso dal re Tornac morì, mentre Murtagh riuscì a salvarsi. Da quel momento comincia a dare la caccia ai seguaci del re. Mentre è sulle tracce dei Ra'zac, incontra Eragon e si unisce a lui.

Ruolo in Eragon

Eragon incontra per la prima volta Murtagh quando lui, Brom e Saphira sono sotto l'agguato dei Ra'zac. Murtagh aveva cacciato i Ra'zac con le sue frecce, ma non prima che Brom fosse ferito a morte. Murtagh spiega come stava cercando i Ra'zac con la speranza di conoscere il nuovo cavaliere di drago, Eragon, che aveva messo in difficoltà il re. Eragon si domanda chi sia il giovane, dato che Murtagh ha un'aria autoritaria, è vestito e munito come un principe e guida un cavallo nobile. Eragon non capisce la sua vera identità, anche se immagina che Murtagh sia un mercenario. Murtagh è inizialmente evasivo circa il suo passato. Quando Brom muore, Eragon, Murtagh e Saphira continuano a fuggire dai Ra'zac. Viaggiano insieme a Gil'ead nelle speranze di contattare i Varden. Durante il viaggio Eragon e Murtagh diventano buoni amici, anche se continuano a mantenersi segreto il loro passato. Durante un tentativo di fuga da parte di Eragon da Gil'ead, egli lo aiuterà nel suo intento, salvando anche Arya. Dopo il lungo viaggio attraverso il deserto di Hadarac verso i Monti Beor arriverà insieme a questi al a Tronjheim, nel Farthen Dûr.
Ruolo in Eldest

Qui incontra i Gemelli (spie di Galbatorix nei Varden) che lo catturano e lo riportano dal Re dove una dalle due uova di drago in suo possesso si schiuderà per Murtagh. Galbatorix riuscirà a sottometterlo scoprendo il suo vero nome e quello del suo drago Castigo (rosso come quello di suo padre Morzan) e li manderà a combattere contro i Varden facendogli promettere nell'antica lingua di tentare di catturare Eragon. Nello scontro il ragazzo avrà la peggio ma Murtagh gli risparmierà la vita dicendo di aver tentato come aveva promesso a Galbatorix. Alla fine del secondo libro, durante la battaglia delle Pianure Ardenti, prenderà Zar'roc da Eragon, dicendo che la spada di Morzan spetta al suo Eldest (che in inglese significa figlio maggiore) e non al figlio minore e rivelando ad Eragon che loro due sono fratelli.


Varden

Storia

I Varden (che nell'antica lingua significa guardiani) sono i ribelli che dopo la caduta dei cavalieri di drago si unirono sotto un unico vessillo nella speranza di contrastare la follia distruttrice del re Galbatorix. Furono creati da Brom, cavaliere di drago e primo mentore di Eragon. Per oltre un secolo dopo la caduta dei Cavalieri, i varden contrastarono l'impero, dapprima uccidendo i Rinnegati e, in seguito, cercando di rubare le tre uova di drago rimaste in vita. Le uova erano custodite dal re in persona, e solo grazie al furtuito ritrovamente di una mappa di Urû'baen Brom e Jeod riuscirono a rubare uno delle 3 uova, quello contente Saphira. Per oltre settant'anni i Varden e gli elfi sperarono che uno tra i giovani dei due popoli si rivelasse essere il prescelto dal drago per divenire il primo Cavaliere dei draghi, contemporaneamente essi si preoccuparono di impedire al re di far schiudere le uova in suo possesso uccidendo i canditati che riteneva idonei per diventare futuri cavalieri. Il momnto tanto atteso dai Varden si verificò solo quando Arya, ambasciatrice del regno degli elfi, fu catturata dallo Spettro Durza mentre trasportava l'uovo dai monti Beor al regno degli elfi nella foresta Du Weldenvarden. Con un ultimo sforzo l'elfa cercò di spedire l'uovo da Brom, nel villaggio di Carvahall, ma il tentativo fallì e invece di giungere a Brom l'uovo arrivò a Eragon, il nuovo cavaliere.

Nei libri

Quando Eragon, insieme all'amico Murtagh, arrivò a Tronjheim, quartier generale dei Varden, riuscì ad incontrare il loro leader, Ajihad, che gli chiese di schierarsi dalla loro parte nella guerra contro l'Impero. Quando gli Urgali, assaltarono la città nascosta, Eragon riuscì a sconfiggere Durza pagando però un caro prezzo: lo spettro gli inflisse una ferita alla schiena che rese il ragazzo storpio. La battagila fu vinta dai ribelli ma Ajihad venne ucciso e Murtagh rapito dagli urgali, mentre liberavano gli ultimi tunnel dal loro controllo. Il nuovo capo dei Varden, Nasuada, figlia dello stesso Ajihad, fece spostare i Varden nel Surda, e mediante un giuramento, divenne la signora di Eragon e Saphira.

Organizzazione

Brom fu il primo leader dei ribelli che radunò tutti gli esiliati, i perseguitati e gli oppositori del re sotto un'unica bandiera ma dopo pochi anni di governo decise di dimettersi perché preferiva agire in modo indipendente e autonomo per perseguire la distruzione dei Rinnegati. Al comando gli successe Weldon , poi Deynor, Ajihad e infine Nasuada. Ogni capo Varden viene consigliato e assistito dal Consiglio degli Anziani che decide anche il successore del leader e quindi la nuova guida dei ribelli. I membri del Consiglio degli anziani al momento della salita al potere di Nasuada sono: Sabra, umberth, Falberd, Elessari e Jormundur. Le forze militari dei Varden erano radunate, prima della battaglia di Tronjheim, nel Farthen Dur, e i soli umani in grado di combattere erano 4000; la maggior parte delle famiglie dei combattenti invece risiedeva nel Surda, storico alleato dei Varden assieme agli Elfi e ai Nani: essi si sono impegnati nel corso degli anni a rifornire le truppe di armi, viveri e ogni sorta di oggetto. I rifornimenti e la precaria situazione economica delle casse dei ribelli era uno dei loro problemi principali: la costante mobilitazione degli uomini per molti anni aveva prosciugato le risorse dei varden che dovevano quindi essere vittime dei capricci e delle pretese dei loro alleati che li sostenevano e sopperivano alle loro mancanze. A seguito del commercio di merletti e dell'acquisizione del patrimonio delle tribù nomadi, la situzione economica dei ribelli è nettamente migliorata, sebbene la loro rete di spie e di sostenitori nell'Impero sia stata compromessa dal tradimento dei Gemelli.

Du Vrangr Gata

Il Du Vrangr Gata è un consiglio di maghi e incantatori che ha deciso di mettere le proprie capacità al servizio dei Varden; nell'Antica Lingua, "Du Vrangr Gata" significa "il sentiero tortuoso" ma in realtà, in Eldest, si scopre che la grammatica di questa espressione è sbagliata e che la dicitura esatta è "Du Gata Vrangr", testimonianza della mediocrità dei membri di questo gruppo. Nonostante tutto, i maghi agli ordini dei Varden hanno importanti incarichi tra cui spiccano il controspionaggio ai danni degli infiltrati della Mano Nera e la produzione dei merletti a basso costo che permettono ai Varden di sostenere tutte le loro spese militari


Ajihad

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Capo dei Varden perde la vita per mano degli Urgali all'inizio di Eldest; a capo dei Varden gli succederà la figlia Nasuada.


Nasuada

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« Come mio padre ha fatto prima di me, do la mia vita a voi ed alla nostra causa. Non cesserò mai il combattimento fino a che gli Urgali saranno sgominati, Galbatorix sarà morto ed Alagaësia sarà liberata per sempre! » (Nasuada, secondo libro della trilogia dell'eredità)

È la figlia di Ajihad, il capo dei Varden, un gruppo di ribelli che si è opposto all'Impero di re Galbatorix, e lo combatte soprattutto vicino ai monti Beor. Quando Ajihad morì, Nasuada prese il suo posto come capo dei Varden; nonostante ella avesse solo 17 anni, si rivelò intelligente, capace e degna della sua posizione. Si sa molto poco circa le sue origini. Il principe dei nani Orik dice ad Eragon che nessuno sa chi sia sua madre (Ajihad mostrò la neonata ai suoi sudditi dicendo solo che era sua figlia). Orik fa osservare che è una "ragazza strana" che, nonostante la sua giovane età, è capace di manipolare i nemici del padre ed è molto fedele a lui.

Ruolo in Eragon

Sia Eragon che Murtagh rimangono colpiti dal fascino di Nasuada, mentre Saphira capisce che ha un'aria da comandante, dietro il suo sorriso dolce. Nasuada ed Ajiahad provengono da una terra sconosciuta e, con la loro pelle profonda color ebano, sembrano essere di una razza umana differente. Nasuada ed il padre vivono a Tronjheim (una città dei nani che si trova nei monti Beor e che è la base del movimento di resistenza) fino a che il re degli Urgali invade i tunnel dei nani e la città viene quasi distrutta in una battaglia feroce. Nella battaglia del Farthen dur Nasuada disobbedisce agli ordini del padre e anziché fuggire con le altre donne e con i bambini combatte segretamente tra le file degli arcieri Varden

Nasuada, capo dei Varden

Dopo la battaglia di Tronjheim, Ajihad è ucciso dagli Urgali. Il Consiglio dei Anziani allora chiama la diciasettenne Nasuada al trono, per succedere ad Ajihad. Con loro costernazione, tuttavia, Nasuada risulta essere padrona di sé. Eragon e Saphira le giurano la propria fedeltà per mostrarle il loro sostegno sopra il Consiglio dei Anziani e Nasuada prende il comando dei Varden nelle sue mani. Nel suo discorso inaugurale, Nasauda richiama i nani ed il Varden:
Come mio padre ha fatto prima di me, do la mia vita a voi ed alla nostra causa. Non cesserò mai il combattimento fino a sgominare gli Urgali, uccidere Galbatorix e liberare Alagaësia per sempre! Quando la battaglia nei Beors mette in crisi le risorse dei nani, questi non sono preparati a nascondere i Varden con il rischio di trovarsi in pericolo. Comunque i nani e gli elfi rimangono alleati dei Varden. Benché il tesoro dei Varden sia intaccato, Nasuada organizza un movimento di tutti i ribelli e delle loro famiglie nel territorio del Surda, che è alleato con loro per lottare contro il re Galbatorix. Sotto richiesta di Nasuada, il re Rothgar ed i nani creano un passaggio sicuro attraverso i loro tunnel per i Varden. In Brisingr la sua autorità insidiata da un capo dei nomadi, da cui lei proviene. Però ella rimane sovrana dei Varden. Per il controllo di questa tribù nomade lei e Fadawar eseguono la Prova dei Lunghi Coltelli, che consiste di praticarsi dei tagli sul braccio e rsistere più dell'avversario. Dopo la prova non si può ricorrere alla magia per curare le ferite

Angela

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Angela è un'erborista, si procura di che vivere per la maggior parte dando alle donne più ricche di Teirm delle pozioni d'amore che sembrano funzionare ma che in realtà non funzionano. Tra i suoi hobby c'è quello di raccogliere funghi e dimostrare che i rospi non esistono. Angela durante il primo incontro con il novello cavaliere usa le ossa di drago per predirgli il futuro. Queste non sono come le sfere di cristallo o carte di divinazione poiché hanno delle rune intagliate. Si dice che le ossa di drago erano da Glaedr, drago dorato di Oromis. Angela ammette che il futuro di Eragon è difficile da prevedere, ma gli rivela che dovrà compiere molte scelte. Soltanto una strada, tuttavia, lo condurrà ad una conclusione pacifica e felice. Solembum, il gatto mannaro, è il suo compagno costante; combatte nella battaglia di Farthen Dûr sotto forma di ragazzo. Angela dopo aver vissuto a Teirm si dirige a Tronjheim, la sede del Varden. Là sembra essere uno dei maghi più potenti. Interviene al salvataggio di Eragon durante la battaglia nel Farthen Dûr e guarisce la maggior parte delle ferite di Eragon. Combatte con i Varden nella battaglia alla fine del secondo libro, avvelenando il rifornimento idrico e gli alimenti dell'esercito nemico. Sembra ragionevolmente giovane ma dice di essere più vecchia, e che le erbe che lei mangia la fanno apparire più giovane. Alcuni speculano che è un elfo.


Orik

Orik è un [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] , fa parte del Dûrgrimst Ingeitum ed è un alleato di Eragon; inoltre è il figlio adottivo e nipote del re Rothgar.

Personalità

Orik, essendo piuttosto basso, è un po' rude e scontroso. Rispetta i diritti degli altri, ma disprezza i Gemelli, i due maghi. Fa da scorta e guida a Eragon e al suo drago Saphira.

Ruolo in Eragon

Orik appare la prima volta nel primo libro, quando Eragon, Murtagh, Saphira e Arya vengono feriti nel Farthen Dûr, cercando l'aiuto del Varden. Ha persuaso i Gemelli per permettere che Murtagh rimanga con i Varden, malgrado sia figlio di Morzan. Si sarà probabilmente rammaricato della sua decisione se avesse saputo che Murtagh uccise il re Rothgar. Sviluppa un'amicizia con Eragon che continua nel secondo libro.

Ruolo in Eldest

Nell'interesse dell'imparzialità il re Rothgar scelse Orik per accompagnare Eragon a Ellesméra, il regno degli elfi, dove Eragon continuerà il suo addestramento come Cavaliere di drago. La prima reazione di Eragon a questa decisione è irritazione, poiché significa che il viaggio dovrà essere fatto sulla terra, piuttosto che a cavallo di Saphira. Tuttavia, più tardi riconosce il programma del re Rothgar come saggio, rendendosi conto che è importante effettuare l'uguaglianza fra le diverse razze in gioco. Durante l'addestramento di Eragon, Orik rimane sullo sfondo, essendo a conoscenza delle tensioni tra i nani e gli elfi. Col tempo, però, Orik e gli elfi diventano più tolleranti a vicenda; Orik persino presenta una parte alla celebrazione dell' Agaetí Blödhren, una cerimonia elfica tradizionale che commemora il patto fra gli elfi ed i draghi che si svolge ogni cento anni.I nani non sono stati inclusi nell'Agaetí Blödhren e quindi non possono diventare cavalieri di drago. Tuttavia, ci è sempre una prima volta per tutto, quindi Orik potrebbe essere il terzo cavaliere. Alla conclusione di Eldest, il re Rothgar viene ucciso e di conseguenza Orik dovrebbe essere il nuovo capo del Clan Igneitum. Poiché Orik è considerato erede di Rothgar, può così essere un candidato.Orik è promesso sposo ad una nana di nome Vedra, che è sua cugina di secondo grado.


Galbatorix

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E' il malvagio re dell' Impero, deciso a estendere il proprio dominio su tutta Alagaësia; per questo scopo si avvale dell'aiuto dello Spettro Durza, dei Lethrblaka e dei loro figli, i Ra'zac e degli Urgali (i quali alla conclusione di Eldest si uniscono però ai Varden e combattono contro Galbatorix). Il più forte dei cavalieri di drago, Galbatorix nacque a Inzilbêth alcuni secoli fa e quando aveva 10 anni un uovo di drago si schiuse per lui. Gli altri cavalieri si accorsero subito che Galbatorix era un allievo eccezionale, primeggiava in ogni tipo di arte, era formidabile sia nell'uso della magia che in quello della spada. Dopo la morte del suo drago (causata da un gruppo di Urgali) impazzì e girovagò per le lande desolate implorando la morte. Trovato in fin di vita da un contadino, si ricongiunse al consiglio per farsi dare un nuovo drago. Poiché ad ogni cavaliere spetta un solo drago durante tutta la sua vita il consiglio glielo negò e Galbatorix iniziò a credere che fosse colpa dei cavalieri se il suo drago era morto. Rubò quindi un cucciolo di drago (Shruikan) con l’aiuto di Morzan e, quando i rinnegati si unirono a lui, sterminò tutti i cavalieri dei draghi uccidendo personalmente (come spiega Oromis ad Eragon) tutti i suoi mentori. Galbatorix insegue Eragon e Saphira perché, visto che Saphira è l'unica dragonessa rimasta in vita, vuole generare un nuovo ordine di Cavalieri di drago che stia per sempre al suo servizio. Il suo interesse perché Eragon rimanga in vita è dovuto al fatto che drago e cavaliere sono legati da un legame fisico ed emotivo e sa che uccidendo Eragon rischierebbe di uccidere o ferire in modo irreparabile Saphira, come è successo a lui quando il suo drago è morto. È l'unico che sappia il nome segreto di Murtagh ed anche di Castigo e perciò puo controllarli. Era uno dei pochi a conoscenza dell'esistenza di Murtagh prima che egli diventasse un cavaliere di drago.


Durza

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E' uno spettro, sotto il servizio di Galbatorix, il re di Alagaësia. È uno dei personaggi che figura per primo nel libro Eragon assieme ad Arya e ad altri due elfi, con l'incarico di trasportare l'uovo da cui sarebbe nata Saphira. Gli era stata data la missione di prendere l'uovo di Saphira ad Arya, missione in cui fallisce, ma riesce comunque a catturare Arya che inizierà a torturare per farle rivelare la posizione degli altri elfi. Ma lei resiste pagando ciò con diverse torture e la somministrazione di un veleno. In seguito Durza riuscirà a catturare Eragon che però fuggirà grazie anche all'aiuto di Murtagh e Saphira, portando con loro anche Arya. Questo spettro compare inoltre negli ultimi capitoli del primo libro, nella battaglia avvenuta nel Farthen Dur (una montagna al cui interno si trova Tronjheim, capitale dei nani), dove Eragon sconfiggera una volta per tutte Durza, prendendo il nome di Eragon Ammazzaspettri. Però durante la lotta tra i due, Eragon entrerà nella sua mente e sarà immerso nei suoi pensieri scoprendo che in origine si chiamava Carsaib e dopo la morte dei suoi genitori incontrò uno stregone che gli insegnò la magia. Infine morì anche lui, e Carsaib, per vendicare la sua morte, evocò degli spiriti che si dimostrarono più forti di lui e lo sopprafecero trasformandolo in Durza.Con i suoi poteri malefici, aiutò Galbatorix a soggiogare i Cuori Dei Cuori.


Ra'zac

« I Ra'zac sono perfetti per predare gli umani. Sono i mostri annidati nel buio, i viscidi incubi che tormentano le notti della vostra razza... » (Oromis)

Sono creature estremamente crudeli che sono arrivati in Alagaësia 800 anni fa, seguendo la flotta di Re Palancar. Quando i cavalieri dei draghi si accorsero della loro presenza cercarono di eliminarli ma non ebbero che un successo parziale perché ne sopravvissero due, un maschio ed una femmina, i quali si misero agli ordini del nuovo sovrano, Galbatorix. Ogni qual volta in un territorio dell'Impero si diffonde la voce dell'avvistamento di un drago, il re manda questi divoratori di uomini ad indagare e a scoprire la verità con qualunque mezzo; il loro covo è sull'Helgrind Il loro aspetto varia in base all'età; dalla nascita fino al'età di vent'anni assumono le sembianze di orribili esseri (presumibilmente hanno un corpo da uccello) attorniati da un'aria pestilenziale. Brom racconta ad Eragon di avere visto in volto un Ra'zac, e chi gli è sembrato di vedere un becco e due grandi occhi neri. Il resto del corpo è sempre coperto da un mantello, indipendentemente dal tempo e dalle stagioni. Raggiunta l'età adulta, si trasformano in enormi mostri alati chiamati Lethrblaka. Una cosa degna di nota è che essi, sono le cavalcature dei loro stessi figli, i giovani Ra'zac. Ra'zac sono dotati di una forza straordinaria, e possono compiere enormi salti. Come armi hanno dei pugnali letali e una resistenza fuori dal comune. Non sopportano la luce del sole, ma quest'ultima non li fermerà se sono abbastanza determinati, inoltre non amano per niente l'acqua(si tengono ad almeno a un miglio di distanza). Non possono usare la magia, il che dà ad Eragon un'arma in più a suo vantaggio. In Brisingr, uno dei Ra'zac viene ucciso da Roran, che vendica suo padre, e Carvahall, colpendolo violentemente con il suo martello, mentre il secondo Ra'zac, dopo che Saphira, Roran e Katrina lasciano l'Helgrind, viene ucciso da Eragon, che lo trafigge con il bastone di biancospino donatogli dal cugino dopo la perdita di Zar'roc.


Urgali

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Gli urgali sono delle creature simili al Minotauro della mitologia greca e ai Tauren dell'Universo di Warcraft. Essi si sono inizialmente uniti a Re Galbatorix per una sua offerta: Galbatorix aveva promesso loro che se avessero combattuto per lui gli avrebbe donato parte delle terre conquistate dove i Clan rimasti della loro razza avrebbero potuto abitare senza temere attacchi da parte di umani. Fra di essi si possono trovare alcuni individui più sviluppati degli altri (sia intellettualmente che fisicamente) chiamati Kull. Gli Urgali, benché apparentemente primitivi e dediti alla lotta, hanno in realtà un sistema gerarchico complesso quanto quello degli elfi. I loro capo-clan sono le sagge Herndall ossia le piu anziane donne della loro razza. Essi, sotto il controllo dello spettro Durza, irrompono nel Farthen Dur, capitale del regno dei nani e rocca-forte dei Varden, un movimento di resistenza (umani e nani) all'Impero di Galbatorix, capeggiati da Ajihad, un uomo del sud, con la pelle colore dell'ebano. In seguito alla morte di Durza, liberi dall'incantesimo che li aveva soggiogati , e in seguito al tradimento di Galbatorix si uniscono ai Varden per Lottare contro l'impero, ottenendo in cambio la promessa di nuove terre.


Altri personaggi:

Narì
E' un dei due elfi che accompagnano Eragon Orik e Arya ad Ellesmera, nel libro ha i capelli biondi e gli occhi azzurri, è un ottimo cantante.


Lifaen
Insieme a Narì accompagnerà i nostri eroi ad Ellesmera, nel libro è descritto come un elfo austero dai capelli neri come l'ebano.


Abitanti di Carvahall

Garrow

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Garrow è un personaggio del Ciclo dell'eredità, la saga fantasy scritta da Christopher Paolini. È il padre di Roran, lo zio di Eragon, il fratello di Selena e l'ultimo marito di Marian.

Storia

Circa 16 anni prima degli eventi narrati in Eragon, Selena giunse a Carvahall, sola ed incinta. Pregò disperatamente Garrow, suo fratello, di prendersi cura del suo nascente neonato e, dopo aver dato vita ad Eragon, partì e non fu mai più vista. Da allora in poi Garrow si occupò di Eragon, anche dopo la morte di Marian. Roran ed Eragon sono in perfetta sintonia e si considerano fratelli, anche se non lo sono.

Ruolo in Eragon

Dopo che Eragon trova l'uovo di Saphira nella Grande Dorsale degli stranieri vengono nella città cercando il ragazzo. Nello stesso tempo, Roran lascia la città per un lavoro al mulino di Therinsford. Quando gli stranieri iniziano a fare domande su dove fosse Eragon, Eragon è costretto a fuggire con Brom o rischiare di essere catturato ed ucciso. Fuggendo egli svia anche l'attenzione dalla città (almeno per un breve periodo, poiché la pace non dura). Non avendo trovato nulla nella fattoria di Garrow, gli stranieri la distruggono e uccidono Garrow. È solo nel libro Eldest che Roran riceve la cattiva notizia e ritorna a casa per il padre. Egli (Roran) biasima Eragon per tutto quello che è accaduto, ma gli vuole ancora bene come membro della sua famiglia.


Roran

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Personaggio rilevante in Eldest. È il cugino di Eragon e figlio di Garrow, vive a Carvahall ed è innamorato di Katrina. Questo amore è ostacolato dal padre di lei e per questo motivo decide di lasciare il paese per trovare lavoro altrove come contadino e accumulare abbastanza denaro per sposarla. Quando rientra a Carvahall scopre che suo padre Garrow è stato ucciso dai Ra'Zac e la sua casa bruciata. Inconsapevole di quanto è successo ad Eragon, Roran lo incolpa della sciagura che si è abbattuta su di lui. Ma le sue disgrazie continuano quando i Ra'Zac arrivano a Carvahall per cercarlo e rapiscono Katrina. Per salvare la sua fidanzata ed il suo villaggio ormai dichiaratamente nemico di Re Galbatorix, decide di attraversare la Grande Dorsale e unirsi ai Varden, insieme alla maggior parte del villaggio. Per fare questo, si imbarcherà a Teirm su una nave che li porterà fino al Surda dove incontrerà Eragon, cambiato dopo il dono che gli hanno fatto i draghi. Deciderà insieme a suo cugino di andare a liberare Katrina imprigionata nel covo dei Ra'zac.


Katrina

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Katrina è un personaggio della Trilogia dell'eredità, la trilogia fantasy scritta da Christopher Paolini. È la figlia di Sloan, il macellaio del villaggio di Carvahall, nella Valle Palancar. Alta ed attraente dai lunghi capelli "simili ad una colata di rame fuso" è un'adolescente (circa 16 anni) dall'espressione volitiva: è fidanzata con Roran, cugino di Eragon.

Ruolo in Eragon

Katrina vive a Carvahall. Quando era solo una bambina Ismira, sua madre, perse la vita in un incidente sulla Grande Dorsale, una catena di montagne che si dice sia maledetta. Da allora suo padre, Sloan , teme queste montagne e le ha proibito di avvicinarsi. Ama Roran, ma tiene nascosto questo sentimento a suo padre in quanto Sloan non approverebbe la relazione tra sua figlia e quel ragazzo di cui non ha nessuna stima, soprattutto per la sua pessima condizione economica.

Ruolo in Eldest

Dopo che Eragon (cugino di Roran) ed il suo drago Saphira erano fuggiti segretamente da Carvahall con Brom, i Ra'zac accompagnati dai soldati del re Galbatorix tornano ancora al villaggio, questa volta per catturare Roran. Questi raduna gli abitanti del villaggio ed organizza la resistenza, riuscendo per ben due volte a respingere gli attacchi dei soldati dell'Impero. Tuttavia in seguito i Ra'zac e sei soldati imperiali riescono ad intrufolarsi di nascosto nel villaggio fortificato, aiutati da Sloan che pur di non vedere Katrina con Roran preferì tradire il villaggio consegnando in questo modo sua figlia stessa nelle mani dei Ra'zac. I soldati entrano nella camera di Roran la mattina presto. Nella lotta che ne segue, Roran uccide tre dei soldati e ne ferisce gravemente due con il suo martello. Quindi i Ra'zac rapirscono Katrina e fuggono dal villaggio, e benché Roran ed i suoi amici provino a inseguirli, non riescono a raggiungerli. Roran determinato a salvare Katrina, convince quasi tutti gli abitanti di Carvahall a fuggire dal villaggio attraversando la Grande Dorsale al fine di raggiungere il Surda da dove spera poi di poter trovare i mezzi per salvare Katrina. Non si sa più niente di Katrina fino alla fine di Eldest quando su richiesta di Roran, Eragon divina la sua immagine, e la vedono incatenata a una parete, stanca e prigioniera in un luogo sconosciuto. Eragon promette a Roran che lui e Saphira lo aiuteranno a ritrovare Katrina - Roran, infatti, contava sull'aiuto di Eragon per salvare Katrina, visto che un cavaliere di drago è un alleato potente e quindi Eragon aiuterebbe enormemente nel ritrovamento e nel salvataggio di Katrina.

Ruolo in Brisingr

All'inizio di Brisingr Eragon, Roran e Saphira attaccano l'Helgrind e muoiono una Ra'zac e due cavalcature alate. Eragon scopre che in una cella è rinchiuso Sloan, ma fa credere che sia morto, mentre invece è vivo. Dopo Roran, Katrina e Saphira tornano dai Varden, ma non Eragon che rimane per uccidere il Ra'zac sopravissuto (e ci riesce) e per sistemare Sloan, che viene mandato in esilio a Ellesmera. Allora Nasuada manda Arya in suo soccorso. Dopo il loro ritorno fra i Varden Roran chiederà ad Eragon di sposare lui e Katrina.


Sloan

Viene descritto come un ometto dal volto giallastro e butterato su cui spiccano occhietti neri e sospettosi. È il macellaio di Carvahall.

Ruolo in Eragon

In Eragon, Sloan rifiuta di prendere la "pietra" di Eragon come pagamento per la carne poiché provieniente dalla Grande Dorsale. La teme ed odia più degli altri uomini la Grande Dorsale poichè sua moglie morì lì, anni prima, cadendo dalle Cascate Igualda. (La Grande Dorsale è comunemente considerato un luogo di sventure) Sloan è padre di Katrina, di cui Roran è innamorato. Sloan si oppone alla relazione tra i due ragazzi. nforma i Ra'zac della "pietra" blu che Eragon ha trovato nella Dorsale, facendo in modo che essi attacchino la fattoria di Garrow.

Ruolo in Eldest

Nel secondo libro Roran litiga furiosamente con Sloan poichè il macellaio non vuole che Katrina segua le donne e i bambini sulla Grande Dorsale per salvarsi dall'assedio di Carvahall da parte dei Ra'zac. Quando si avventa su Katrina perchè ella non gli dava ascolto, Roran si infuria e lo manda al tappeto davanti all'intero villaggio. Così, preso dalla rabbia e dalla frustrazione, tradisce collaborando con i Ra'zac nel rapimento di Katrina. Uccide addirittura Byrd, un suo compaesano.

Ruolo in Brisingr

Nel Terzo libro Sloan viene trovato da Eragon nelle viscere dell'Helgrind, imprigionato e accecato dai Ra'zac. Per impedire a Roran ed alla appena liberata Katrina ulteriori sofferenze Eragon decide di addormentare Sloan mentendo poi sulla sua morte. Portati i due in superficie Eragon, contro il parere di Shapira, torna ad uccidere l'ultimo Ra'zac ed a prendere Sloan. Una volta liberato lo porta fuori dall'Helgrind e poco dopo lo sveglia. Riflettendo sulla vita del macellaio mentre mangia Eragon trova alcune parole nell'antica lingua che lo definiscono e quasi senza rendersene conto scopre il suo vero nome. Grazie ad esso, dopo essersi consultato con Islanzadi, Eragon obbliga Sloan a viaggiare fino ad Ellesmera, per poi vivere tra gli elfi. In questo modo Roran e Katrina non avrebbero mai saputo della sua sopravvivenza. Più tardi nel libro, prima di ritornare dai Varden dopo la sua visita ad Ellesmera, Eragon torna a farvi visita, senza però rivelargli la sua identità.


Horst
Nei libri Horst è un fabbro di Carvahall, il paese natale di Eragon e Roran. Assieme a quest'ultimo fuggirà dal paese per andare nel Surda Ha una moglie, Elain, e due figli, Baldor e Albriech. Inoltre, si prende cura di Roran da quando Garrow è morto. Come ogni fabbro, tiene molto ai suoi strumenti da lavoro, e sarà dispiaciuto di doverli abbandonare quando fuggirà nel Surda.

Baldor
È il figlio di Horst e il fratello di Albriech. A lui è affidato il triste compito di avvisare Roran della morte di Garrow. Durante i viaggi di Eragon, sarà il compagno di caccia di Roran, siccome nutrono tutti e due questa passione (spinta anche un po' dalla necessità).

Albriech
È il figlio di Horst e il fratello di Baldor.

Elain
Elain è la moglie di Horst. Nel libro viene descritta come una donna dai capelli del colore del miele, la carnagione pallida. Su di lei apprendiamo che sa essere delicata e comprensiva, quando ad esempio consola Eragon per la morte di suo zio Garrow, ma anche forte e tenace, quando insiste a camminare con gli altri pur essendo al quarto mese di gravidanza. Ha due figli, Baldor e Albriech.



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