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- IL SIGNORE DEGLI ANELLI _ LA COMPAGNIA DELL'ANELLO -

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- IL SIGNORE DEGLI ANELLI _ LA COMPAGNIA DELL'ANELLO -

Messaggio  ChiArA_25 il Ven Dic 23, 2011 1:23 am

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Frodo

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Frodo Baggins è uno dei protagonisti del famoso romanzo di J. R. R. Tolkien: Il Signore degli Anelli. Frodo è uno Hobbit, nato il 22 settembre 2968 della Terza Era (T.E.) da Drogo Baggins e Primula Brandibuck.

Storia
Nell'anno 2980 della Terza Era, Frodo perde entrambi i genitori in un incidente su una barca. Data la sua giovane età, Frodo viene preso in custodia dai Brandibuck, la famiglia di sua madre. Nel 2989 Frodo è adottato da Bilbo Baggins, suo lontano zio. Frodo all'epoca ha 21 anni e non è ancora maggiorenne (l'età adulta per gli Hobbit comincia a 33 anni). Bilbo, non avendo figli suoi, sceglie Frodo come adottivo e legittimo erede e lo porta a vivere con sé a Casa Baggins. Ciò infastidisce non poco i Sackville-Baggins, perché, così facendo, Bilbo disereda Otto. Bilbo e Frodo compiono gli anni lo stesso giorno: il 22 settembre, anche se Bilbo è più vecchio di Frodo di ben 78 anni. All'inizio de Il Signore degli Anelli, Frodo e Bilbo festeggiano il loro compleanno, compiendo rispettivamente 33 e 111 anni; è il 22 settembre 3001 della Terza Era. Al termine della festa, Bilbo lascia la Contea per Gran Burrone e a Frodo viene affidato il compito di custodire l'Unico Anello. Gandalf lo mette in guardia, dicendogli che l'Anello dev'essere tenuto nascosto e non deve mai essere usato (lo stregone non è ancora sicuro della vera natura dell'anello di Bilbo). Frodo custodisce segretamente l'Anello per 17 anni, finché nel 3018 Gandalf, di ritorno dai suoi pellegrinaggi, gli conferma, senza più ombra di dubbio, che si trattava dell'Unico Anello, forgiato da Sauron per dominare i Popoli Liberi della Terra di Mezzo.

Il viaggio di Frodo
Gandalf sprona allora Frodo a partire al più presto dalla Contea insieme a Samvise Gamgee, suo fedele amico e giardiniere. Insieme a Peregrino Tuc, Meriadoc Brandybuck e in seguito a Grampasso, i cinque si fanno strada fino a Gran Burrone (la casa di Elrond Mezzelfo). Durante il Consiglio di Elrond si decide che l'Anello dev'essere distrutto, scagliandolo nel fuoco dal quale è stato forgiato: la voragine vulcanica di Monte Fato. Viene così formata la Compagnia dell'Anello, un gruppo rappresentativo di tutte le razze della Terra di mezzo con il comune obiettivo di proteggere Frodo, il Portatore dell'Anello e di aiutarlo nella sua missione. Prima della partenza, Bilbo dona a Frodo una piccola lama elfica (in realtà un pugnale) chiamata Pungolo e una cotta di maglia nanica fatta di mithril. A Lothlórien, Galadriel regala all'hobbit un mantello elfico ed una fiala contenente la luce di Eärendil, la stella più cara agli Elfi. Giunta alle Cascate di Rauros la Compagnia però si scioglie e Frodo continua la sua missione verso Monte Fato accompagnato solo da Sam. Nel loro duro cammino vengono poi guidati da Gollum, una perfida e corrotta creatura che un tempo aveva custodito l'Anello prima che Bilbo lo trovasse e che brama segretamente di impossessarsene nuovamente. La missione di Frodo si sviluppa lungo le terre desolate degli Emyn Muil e delle Paludi Morte, fino al nero cancello di Mordor (il Morannon). Lì, Gollum, terrorizzato dalla possibilità di vedere cadere l'Anello nelle mani di Sauron, indica a Frodo un'altra possibile via per entrare nella terra nera: il passo di Cirith Ungol. Dopo l'attraversamento della regione di confine tra Gondor e Mordor, l'Ithilien, durante il quale Frodo, Sam e Gollum vengono temporaneamente presi prigionieri da Faramir, capitano di Gondor, il terzetto giunge finalmente alla scala che conduce al valico di Cirith Ungol, sede della tana di un essere mostruoso e antico: il ragno Shelob. Frodo cade vittima del mostro e, paralizzato dal suo veleno, viene preso prigioniero dagli Orchi. Ma Sam lo libera avventurosamente, e insieme possono riprendere il duro e tormentoso cammino verso il vulcano dell'Orodruin. Senza più forze e speranza, Frodo giunge così, portato sulle spalle da Sam, sull'orlo dell'abisso da quale potrà finalmente distruggere l'Anello; ma all'ultimo momento, inaspettatamente, egli non riesce a resistere alla tentazione di indossare il monile proclamandosi "Signore dell'Anello". Tutto sembra precipitare verso la catastrofe, ma improvvisamente ricompare Gollum, che di nascosto ha continuato a seguire il Portatore dell'Anello nella speranza mai venuta meno di rientrare in possesso del suo "tesoro". Frodo viene assalito da Gollum che, nella lotta, gli stacca il dito con un morso e si impadronisce dell'Anello, ma in preda alla felicità mette un piede in fallo e cade con esso nella lava del vulcano. L'Anello è distrutto, Frodo è di nuovo libero, e, quando tutto sembra travolgerlo, ricompare Gandalf sul re delle aquile per portarlo in salvo. Due anni dopo la conclusione della Guerra dell'Anello, quando ormai è chiaro che le ferite ricevute durante il viaggio non potranno mai guarire definitivamente, a Frodo e Bilbo, in qualità di Portatori dell'Anello, è consentito di partire per Valinor assieme a Gandalf, Elrond e Galadriel. Il 29 settembre del 3021 (T. E.) salpano con una nave elfica per l'Ovest in partenza dai Porti Grigi. Non avendo figli, Frodo, lascia Casa Baggins e il Libro Rosso dei Confini Occidentali a Sam.

Nella trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson, il ruolo di Frodo è interpretato dal giovane attore americano Elijah Wood.


Gandalf

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« Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo. »
(Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re - J.R.R. Tolkien)
« Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere; possiamo solo decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso. »
(Gandalf a Frodo durante Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello, regia di Peter Jackson)


Gandalf è un personaggio dell'universo immaginario fantasy creato da J.R.R. Tolkien per i romanzi Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. È uno dei personaggi principali, un mago (wizard) archetipico che assiste dapprima Bilbo e successivamente Frodo nelle loro avventure, ed ha un ruolo chiave nella Guerra dell'Anello. È uno degli Istari, un membro del Bianco Consiglio e la guida della Compagnia dell'Anello.

Nome
Gandalf (pronuncia: /ˈɡandalf/), più precisamente Gandalf il Grigio (Gandalf the Grey), è il nome usato dagli uomini nel nord della Terra di Mezzo. Gandalf, in Ovestron, significa "elfo col bastone" (elf with the staff). Infatti gli abitanti della Terra di Mezzo confondevano facilmente Gandalf per un uomo o per un elfo, sebbene non appartenesse a nessuna di queste specie. Più avanti nella storia muta il suo nome in Gandalf il Bianco (Gandalf the White).
A seconda del popolo e dell'epoca, Gandalf è chiamato con altri nomi:
« Molti i nomi che ho nelle diverse terre: Mithrandir sono per gli Elfi, Tharkûn per i Nani; Olórin ero da giovane nell'ormai obliato Ovest, nel Sud Incánus, nel Nord Gandalf; all'Est non vado mai. »
Olórin (pronuncia: /oˈlɔːrin/) è il suo nome a Valinor, in Quenya significa probabilmente "sognatore" o "dei sogni", in quanto l'etimologia risale alla radice olos che significa "visione, fantasia, sogno". Generalmente si ritiene che sia il vero nome di Gandalf; in ogni caso, tra i nomi conosciuti, è quello più antico.
Mithrandir (pronuncia: /miθrˈandir/) è il suo nome Sindarin, usato dagli Elfi e dagli uomini di Gondor. Significa "grigio pellegrino" o "grigio viandante".
Incánus (pronuncia: /inˈkaːnus/) è il nome usato "al sud". La lingua e il significato del nome sono sconosciuti, Tolkien stesso era indeciso fra più interpretazioni. In una nota del 1966 Tolkien suggerisce che si tratti di un adattamento Quenya di una parola della lingua degli Haradrim, che significa "Spia del Nord" (Inkā + nūs(h)). Ma in un'altra nota scritta l'anno successivo Tolkien ritiene improbabile che Gandalf sia stato nell'Harad, e che il nome sia stato coniato a Gondor in tempi antichi, quando il Quenya era ancora la lingua degli eruditi; deriverebbe quindi dagli elementi in(id)-, "mente", e kan-, "governante". Ai tempi in cui Il Signore degli Anelli venne scritto, sembra che Tolkien si fosse ispirato esclusivamente alla parola latina incānus che significa "canuto, che incanutisce".
Tharkûn (pronuncia: /ˈtʰarkun/) è il suo nome presso i Nani. Dovrebbe significare "Uomo-bastone" (Staff-man). In più esistono altri appellativi usati occasionalmente, o in circostanze particolari:
Mantogrigio[1] o Cappagrigia[2] (Greyhame), usato dai Rohirrim;
Il Cavaliere Bianco (The White Rider), quando cavalca Ombromanto;
Stregone nomi usati nella Guerra dell'Anello dagli Orchi;
Corvotempesta (Stormcrow), nome datogli da Grima Vermilinguo, per l'abitudine di preannunciare delle sventure col suo arrivo.

Storia
Gandalf è il più conosciuto tra i Maiar. Insieme a Saruman è uno tra i più saggi del suo ordine. Gandalf fa il suo arrivo nella Terra di Mezzo intorno all'anno 1000 della Terza Era, nei panni di uno Stregone, per aiutare e sostenere coloro che si oppongono a Sauron. È nel Silmarillion che veniamo a sapere delle sue molteplici conoscenze. A Valinor egli viveva presso Manwe e Varda. Inizialmente Gandalf appare come un vecchio vestito di grigio, con la barba grigia ed un grande cappello blu a punta. Pochi conoscono la sua vera natura, molti lo credono un semplice stregone. Gandalf non ha fissa dimora, ma si sposta continuamente. Proprio per le sue vesti e i suoi lunghi viaggi viene dunque chiamato Gandalf il Grigio e Il Grigio Pellegrino. Ne Lo Hobbit, Gandalf aiuta la compagnia dei Nani di Thorin Scudodiquercia a recuperare il loro tesoro all'interno della Montagna Solitaria di Erebor. Della compagnia organizzata da Gandalf fa parte anche Bilbo nel ruolo di Scassinatore. È in una di queste avventure che Gandalf trova la propria spada, Glamdring, presa in da un tesoro di alcuni Vagabondi (Troll). All'inizio de Il Signore degli Anelli Gandalf consiglia a Bilbo di lasciare in eredità al nipote Frodo l'anello magico trovato nella precedente avventura coi nani (descritta ne Lo Hobbit). Riparte quindi dalla Contea per sincerarsi della natura dell'anello e scopre così che si trattava in effetti dell'Unico Anello. Successivamente è tradito dal capo del suo ordine Saruman e trattenuto ad Isengard. Non prende quindi parte al viaggio della piccola compagnia di Hobbit (tra cui Frodo) che giunge a Gran Burrone grazie all'aiuto di Aragorn.
Fuggito da Isengard mediante l'aiuto di Gwaihir, il Signore delle Aquile, raggiunge Frodo a Gran Burrone e diventa membro della Compagnia dell'Anello (nove viandanti inviati verso la distruzione dell'Anello nel fuoco di Monte Fato), prendendone il comando assieme ad Aragorn. Gandalf tenta di condurre la Compagnia attraverso il passo di Caradhras ma non riesce a varcarlo a causa della neve; li guida allora attraverso le miniere di Moria, ma durante il viaggio cade a Khazad-dûm per mano di un demone del mondo antico: un Balrog. Gandalf ricompare, più potente di prima, presso la foresta di Fangorn dove incontra Aragorn, Gimli e Legolas sulle tracce degli Hobbit Merry e Pipino, rapiti dagli orchi. Egli non è più Gandalf il Grigio, bensì Gandalf il Bianco, o - come egli stesso afferma - Saruman come sarebbe dovuto essere. Il cambiamento di colore è significativo perché indica appunto come Gandalf prenda il posto di Saruman nella gerarchia degli Istari.La missione del "nuovo" Gandalf è quella di guidare gli uomini nella loro grande battaglia contro Sauron, la battaglia per la libertà della Terra di Mezzo. Egli organizza la difesa di Rohan liberando re Théoden dal maligno influsso delle parole di Grima Vermilinguo e di Saruman; quindi, in seguito alla scoperta dei piani di Sauron (attaccare Minas Tirith) grazie alla curiosità di Peregrino Tuc che guardando nel Palntir, rivolge la sua attenzione a Gondor, dove sta preparandosi l'assalto finale di Sauron. Nella capitale del regno, a Minas Tirith, Gandalf si scontra contro l'ostilità di Denethor, il Sovrintendente, su cui riesce tuttavia ad avere la meglio. Durante la grande battaglia dei Campi del Pelennor, lo stregone bianco dirige la difesa della città. Respinto l'assalto di Sauron, Gandalf trasferisce il comando della guerra ad Aragorn, ora a tutti gli effetti re di Gondor e principale nemico dell'Oscuro signore. Il felice esito della missione di Frodo al Monte Fato e la distruzione dell'Anello, costituiscono il trionfo della sapienza e della saggezza di Gandalf. Con la fine di Sauron, viene anche la fine della missione dello stregone nella Terra di Mezzo. Egli dunque parte, con gli ultimi elfi e con i portatori dell'Anello - Bilbo e Frodo - verso Occidente, oltre il grande mare. Gandalf era stato l'ultimo degli Istari a giungere sulla Terra di Mezzo. Al suo arrivo Círdan il Carpentiere, che vedeva più lontano di chiunque altro sulla Terra di Mezzo, aveva riconosciuto in lui il più possente fra quelli che arrivarono, nonostante fosse più minuto e apparentemente il più vecchio, e gli aveva donato uno dei Tre Anelli degli Elfi, Narya, l'Anello di Fuoco dal colore rosso, che lo sostenne in tutte le sue opere. Al tempo di re Eldarion, che dovette lottare contro nuove trame (come narrato in The New Shadow, l'abbozzo pubblicato nella The History of Middle-earth), coloro che erano i più stretti seguaci del sovrano (denominatosi "i Fedeli" come i Signori di Andunië e coloro che amavano gli Eldar e i Valar a Numenor), erano convinti, erroneamente, che Olorin-Gandalf fosse in realtà un'identità nascosta di Manwe.

Nella trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson, il ruolo di Gandalf è interpretato da Ian McKellen con la voce italiana dello storico attore e doppiatore Gianni Musy. Secondo una voce, McKellen avrebbe recitato ispirandosi al modo di parlare di Tolkien stesso (come fece lo scrittore per la parlata di Barbalbero, si dice ispirata a C.S. Lewis). Nell'ultimo romanzo di Stephen King, uscito nel 2008, Duma Key, compare un cane di nome Gandalf


Aragorn

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« Non tutto quel ch'è oro brilla,
Né gli erranti sono perduti;
Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza,
Le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
L'ombra sprigionerà una scintilla;
Nuova sarà la lama ora rotta,
E re quei ch'è senza corona. »
(Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello)


Aragorn II, figlio di Arathorn II, è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato da J.R.R. Tolkien. È uno dei protagonisti de Il Signore degli Anelli ed è l'ultimo discendente di Isildur ed erede al trono di Gondor.


Biografia
Aragorn nasce il 1 marzo dell'anno 2931 della Terza Era (T.E.) da Arathorn II e sua moglie Gilraen. È un diretto discendente di Elendil e Isildur (di cui è il trentanovesimo erede in linea diretta), fondatori e re delle terre di Gondor e di Arnor. Egli deve il suo nome ad un suo antenato: Aragorn I.Durante l'infanzia Aragorn perde il padre, ucciso mentre caccia un gruppo di Orchi insieme a i due figli di Elrond (Elrohir ed Elladan) nelle terre del Nord. Aragorn viene quindi allevato a Gran Burrone, da Elrond in persona. Su richiesta della madre, la sua identità di erede ai troni di Gondor ed Arnon gli viene celata: ella teme che possa essere assassinato come il padre e il nonno prima di lui. Aragorn è chiamato presso gli Elfi Estel (parola Sindarin che significa "speranza" ) e non conoscerà la sua eredità fino alla maggiore età, nel 2951.Elrond rivela quindi a "Estel" il suo vero nome e la sua discendenza, consegnandogli i frammenti della spada Narsil solamente all'età di 18 anni. Nelle foreste di Imladris (nome Elfico per Gran Burrone), Aragorn conosce e si innamora di Arwen, la figlia di Elrond, ritornata dai boschi di Lórien. Aragorn accetta il suo nome e il suo compito di sedicesimo Capitano dei Dúnedain del Nord e parte alla volta delle Terre Selvagge. Nel 2953 egli non è presente a Gran Burrone all'ultimo incontro del Bianco Consiglio. Aragorn incontra durante l'inseguimento di Gollum quindi Gandalf il Grigio nel 2956, diventando grande amico dello stregone. Sotto consiglio di Gandalf tiene d'occhio ciò che avviene ne La Contea e nei suoi viaggi al nord adotta il nome di Grampasso (Strider). Sul ruolo di Aragorn e sui tempi bui in avvicinamento Gilraen, alcuni mesi prima di morire, pronunciò un linnod che riprendeva il significato di Estel:

« Onen i-Estel Edain, ú-chebin estel anim. » « Ho dato la Speranza ai Dúnedain, non ne ho conservata per me. »


Dal 2957 al 2980 Aragorn intraprende lunghi viaggi, prestando servizio negli eserciti di Re Thengel di Rohan e del Reggente di Gondor Ecthelion II. Molte delle sue azioni indeboliscono l'avanzata di Sauron e dei suoi alleati. Egli è noto nei regni di Gondor e Rohan come Thorongil e nel 2980 prende parte all'assalto di Umbar da parte dell'esercito Gondoriano: la città viene conquistata e il suo capitano ucciso. In seguito, nel 2980, Aragorn torna a Lothlórien dove incontra nuovamente Arwen; egli le regala il sigillo della sua casata, l'Anello di Barahir ed Arwen gli confida una promessa di matrimonio. "rinuncio all' immortalità per vivere con te, non ce la farei ad assistere al passaggio di lunghe ere da sola"Elrond concede al figlio adottivo di sposare Arwen, a patto però che, prima, egli reclami la sua eredità di Re dei regni del Nord e del Sud giacché solo un re può essere degno di sposare la figlia. Per quanto questa richiesta possa sembrare severa si noti come essa sia più clemente di una precedente, espressa da Re Thingol alla richiesta del mortale Beren di sposare la figlia Lúthien: uno dei Silmaril della corona di Morgoth. Nel 3009, sotto richiesta di Gandalf, Aragorn si dirige a nord est, nel Rhovanion, alla ricerca di Gollum. Nelle Paludi Morte, nei pressi di Mordor, egli riesce finalmente a catturare la disgraziata creatura. Aragorn conduce Gollum in cattività presso Bosco Atro, nel regno di Re Thranduil, dove lo interroga sul suo passato. Il 30 settembre 3018, Aragorn si trova a Brea, nella Taverna del Puledro Impennato, in attesa di incontrare l'inconsapevole Frodo Baggins per proteggerlo dagli emissari dell'Oscuro Sire. Aragorn ha compiuto, in quell'anno, ben 87 anni, ma grazie al suo sangue Numenoreano egli appare appena quarantenne.Scortato Frodo a Gran Burrone, Aragorn diventa insieme a Gandalf il capo della Compagnia dell'Anello e in questa occasione Elrond, dai frammenti di Narsil, forgia per lui Andùril ("Fiamma dell'Ovest" ). A metà viaggio gli Uruk Hai attaccano la Compagnia, uccidendo Boromir e rapendo Merry e Pipino. Frodo e Sam, non visti, prendono una barca e si dirigono, da soli, verso il Monte Fato. Ad Aragorn, Gimli e Legolas non resta quindi che liberare Merry e Pipino dagli orchetti, prendendo in prestito a Re Theoden di Rohan dei cavalli.Infine si recano a Meduseld per restituire le cavalcature. Lì Aragorn intreccia un rapporto di tenera amicizia con Eowyn Dama di Rohan, ma giorni dopo, congedandosi, lei gli confessa che prova per lui un sentimento più profondo. L' amore di Eowyn resta però non corrisposto. "perché sei venuta?" "non lo sai?" "éowyn... è solo di un' ombra e un pensiero che sei innamorata. [Il ritorno del re] non posso darti quello che cerchi." La restaurazione al trono di Gondor della discendenza regale di Elendil è una delle principali sottotrame de Il Signore degli Anelli: le azioni di Aragorn, infatti, non solo aiutano Frodo nella sua impresa, ma lo portano sempre più vicino a riacquistare il trono (manovra politicamente molto difficile da attuare, anche a causa della volontà di Denethor II di conservare il potere). A seguito della sconfitta di Sauron, nel marzo del 3019 (T.E.), Aragorn viene incoronato Re di Gondor e di Arnor con il nome di Re "Elessar" (parola Quenya per Gemma elfica); tale nome gli viene dato da Galadriel[1]Aragorn sposa dunque Arwen Undómiel, la quale ha rinunciato a partire per le terre immortali, e regna insieme a lei nel riunito Regno del Nord e del Sud fino all'anno 120 della Quarta Era (T.E. 3141). Aragorn e Arwen avranno almeno due figlie ed un erede maschio: Eldarion. Aragorn muore dopo 210 anni di vita e 122 anni di regno.
Aragorn è anche lontanamente imparentato con Elrond: infatti il fratello di quest'ultimo, Elros, è stato il primo Re di Númenor con il nome di Tar-Minyatur. Elrond ed Elros sono entrambi mezzelfi e - come tali - sono chiamati a scegliere il proprio destino: così mentre il primo decise di far parte dell'immortale popolo elfico, il secondo scelse invece di condividere, pur ricevendo il dono di una lunghissima vita dai Valar, la mortalità degli uomini. Elendil è il primo dei discendenti di Elros a regnare nella Terra di Mezzo; tra Elendil ed Aragorn passano addirittura 39 generazioni. Tra Elrond e Aragorn sono più di cinquanta.


Legolas

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« Al Mare, al Mare! I bianchi gabbiani chiamano,
Il vento soffia, e le bianche schiume danzano.
Ad ovest, ad ovest, il sole sta tramontando.
Nave, nave grigia, stanno chiamando
Le voci di quelli già arrivati?
Lascerò, lascerò i boschi ove siam nati;
Stan finendo i nostri giorni quasi tutti,
Ed io traverserò da solo i flutti.
Lunghe son le onde sull'Ultima Spiaggia,
E dolce l'Isola Perduta che a partire incoraggia,
Ad Eressëa, Elfica Dimora che mai alcuno scoprire potrà,
Ove non cadon le foglie: terra della mia gente per sempre sarà! »
(Legolas ne Il ritorno del Re)


Legolas Thranduilion (pr. /ˈlɛɡɔlas/) è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato da J.R.R. Tolkien nel romanzo Il Signore degli Anelli. È uno degli Elfi del Bosco Atro, e uno dei nove membri della Compagnia dell'Anello.

Nome
Il nome Legolas è una degenerazione dialettale del linguaggio degli Elfi silvani Laeca-lass, che significa "verde-foglia" (per cui Verdefoglia, Greenleaf in inglese, non è un soprannome, come talvolta erroneamente creduto, ma la traduzione letterale del nome Legolas). Questo, a sua volta, deriva dalle parole Sindarin laeg, cioè "verde" e golas, ossia "fogliame" (il termine originario sarebbe las(s), "foglia", prefissato dal collettivo go-). Nei Racconti perduti, dove si nomina un personaggio (probabilmente, vedi sotto) diverso col medesimo nome, si dice che la forma equivalente in Quenya era Laiqualassë. Ma poiché la lingua Quenya ha subito molti rimaneggiamenti da parte di Tolkien, successivi alla stesura di questo testo, è possibile che all'epoca della pubblicazione del Signore degli Anelli il nome sarebbe potuto risultare differente; in ogni caso, Tolkien non ha mai dato una versione del nome in "Quenya sviluppato".
Le sole persone per le quali Tolkien utilizza i soprannomi, sono gli Hobbit e gli Uomini di Brea; per quanto riguarda gli Elfi, egli infatti usa il patronimico: il nome per intero di Legolas, infatti, sarebbe Legolas figlio di Thranduil (in inglese Legolas son of Thranduil, o Legolas Thranduil's son). In Sindarin il nome sarebbe Legolas Thranduilion, dove il suffisso -ion significa "figlio di". Quest'ultima forma è utilizzata anche nella DVD Extended Edition del film di Peter Jackson La Compagnia dell'Anello, quando Haldir di Lórien saluta Legolas dopo che la Compagnia ha tentato di entrare a Lórien per trovare rifugio.

Creazione del personaggio
Il nome Legolas Verdefoglia appare per la prima volta nel racconto La caduta di Gondolin contenuto nei Racconti perduti, che risale circa al 1917. Il personaggio è menzionato solamente qualche volta, senza essere in alcun modo correlato coi personaggi di cui si parla; dalla stesura dei Racconti alla pubblicazione del Signore degli Anelli, la mitologia tolkieniana è molto cambiata, perciò con ogni probabilità quello di cui si parla qui è un Elfo diverso, ed il suo nome non è stato nemmeno incluso nella pubblicazione del Silmarillion.

« Ma gli altri, guidati da un certo Legolas Verdefoglia della casa dell'Albero, che conosceva tutta la piana alla luce del giorno o delle tenebre e che vedeva nel buio della notte, procedettero assai spediti nella valle nonostante la spossatezza [...].
Galdor e una banda di uomini armati di lancia erano in testa, e con loro si trovava Legolas [...].
...gli uomini di Galdor erano stati assaliti all'improvviso da sagome spuntate da dietro certi massi, dove erano rimaste celate perfino allo sguardo di Legolas. [...]
Legolas o Verdefoglia era un uomo dell'Albero, che guidò gli esuli attraverso Tumladin nelle tenebre, avendo la capacità di vedere nel buio della notte; egli vive ancora a Tol Eressëa, laggiù chiamato dagli Elfi Laiqualassë [...] »


Anche Christopher Tolkien, nelle sue note ai Racconti perduti, dice esplicitamente che questo personaggio è differente dal Legolas della Compagnia dell'Anello: "...Legolas Verdefoglia, il primo fra i nomi della Compagnia dell'Anello ad apparire negli scritti di mio padre (su questo primo Legolas v. p. 264), seguito da Gimli (un Elfo) nel Racconto di Tinúviel"[2]; e ancora Nell'indice dei nomi, alla voce "Legolas" Christopher divide le citazioni che riguardano "Legolas di Gondolin" da quella (unica) che rimanda all'"Elfo di Bosco Atro che fa parte della Compagnia dell'Anello"

Aspetto
La prima descrizione che Tolkien da di Legolas si ritrova in La Compagnia dell'Anello, dove appare come "uno strano Elfo vestito di verde e nero". Successivamente, quando la Compagnia tenta di passare il Caradhras, solamente Legolas pare rimanere tranquillo: il vento, il freddo e la neve, infatti, non gli fanno alcun effetto. Non indossa nemmeno scarponi, sulla neve, ma solo delle scarpe leggere che solitamente non lasciano impronte sul manto nevoso, a sottolineare la etereità di queste creature. Tra i fan di Tolkien il colore dei capelli di Legolas è spesso elemento di contesa. Ne Lo Hobbit suo padre Thranduil è descritto con una chioma "dorata", e questo potrebbe far pensare che anche il figlio abbia mantenuto lo stesso colore di capelli. Ma alcuni sostengono che fosse scuro di capelli (com'era la norma tra i Sindar; i capelli biondi spesso erano una caratteristica dei Vanyar) basandosi su un passaggio de La Compagnia dell'Anello, in cui Legolas abbatte una delle creature volanti che cavalcano i Nazgûl: « Frodo levò lo sguardo sull'Elfo che lo sovrastava, alto, con gli occhi fissi nel buio, alla ricerca di un bersaglio da colpire. Scura era la sua testa, e cinta da una corona di stelle bianche ed aguzze che luccicavano nei neri stagni del cielo dietro di lui.»
Questo, in effetti, potrebbe significare che il colore dei capelli di Legolas fosse nero o castano, ma pure che, essendo notte, le tenebre abbiano fatto apparire la sua chioma scura, sebbene alla luce del giorno fosse stata più chiara. Tuttavia Tolkien, curiosamente, descrive molto spesso quella notte come luminosa ("...le stelle lassù erano stranamente luminose"[7], "al lume di stelle la Compagnia offriva evidentemente all'astuto nemico un qualche punto di riferimento"[8]). In ogni caso, non ci sono chiare prove a favore di nessuna delle due possibili versioni. In entrambi gli adattamenti cinematografici, di Ralph Bakshi e di Peter Jackson, Legolas appare biondo. Nel musical de Il Signore degli Anelli, invece, la sua pettinatura è scura. Nel gioco di strategia Il Signore degli Anelli: La guerra dell'Anello i suoi capelli sono invece bianco-argentei.

Biografia del personaggio
Legolas è figlio di Re Thranduil, Signore di Bosco Atro Settentrionale, discendente della linea regale degli Elfi Sindar. Nel romanzo non si fa menzione all'età di Legolas, gli addetti al film hanno calcolato (prendendo a random una data dalla linea cronologica creata da Tolkien) che Legolas ha 2931 anni ed è perciò nato nel 87 della Prima Era (questa data è largamente accettata), è un ottimo arciere e possiede vista e udito molto sviluppati. Legolas è introdotto nelle vicende de Il Signore degli Anelli durante il Consiglio di Elrond. Il Consiglio deve decidere cosa fare del ritrovato Anello di Sauron e Legolas è inviato a Gran Burrone dal padre per raccontare le vicende che hanno portato alla fuga di Gollum da Bosco Atro, dove quest'ultimo era tenuto in cattività. Quando il Consiglio di Elrond decide di affidare ad un gruppo di viandanti la missione di distruggere l'Anello di Sauron, Legolas è scelto da Elrond per rappresentare il popolo elfico all'interno della Compagnia dell'Anello. Della compagnia fa parte anche il Nano Gimli, figlio di Gloin. Legolas e Gimli cominciano presto a battibeccare tra loro a causa dell'antica rivalità che corre tra elfi e nani, ma anche perché il padre di Gimli, durante le vicende narrate ne Lo Hobbit, è stato prigioniero di Re Thranduil. Nonostante i loro diverbi i due diventano ottimi amici, in particolar modo dopo il soggiorno della Compagnia a Lothlórien, dove Gimli si inchina alla bellezza di Galadriel e la saluta con parole piene di rispetto e gentilezza. Legolas e Gimli avranno modo di rinsaldare la loro amicizia dopo che la Compagnia dell'Anello si scioglie presso le Cascate di Rauros: insieme ad Aragorn si mettono sulle tracce degli hobbit Merry e Pipino, rapiti dagli Uruk-hai di Saruman; condivideranno poi la battaglia del Fosso di Helm, in seguito quella sui Campi del Pelennor e infine l'ultima presso il Cancello nero, chiamato anche Morannon. A seguito della distruzione dell'Unico Anello, Gimli e Legolas viaggiano insieme per un certo periodo, visitando la foresta di Fangorn. In seguito Legolas ottiene dal padre il permesso di abitare l'Ithilien per riportare lo splendore in questa regione che tanto aveva sofferto per la vicinanza con la terra di Mordor. Dopo la morte di Re Elessar, Legolas abbandona la Terra di Mezzo discendendo il fiume Anduin e Gimli, desideroso di restare a fianco dell'amico e di rivedere ancora una volta dama Galadriel, parte con lui. Gimli è il primo nano a cui è permesso di salpare per Valinor, probabilmente grazie a Galadriel, potente tra gli Eldar, che non si era scordata di lui.


Gimli

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Gimli è un personaggio immaginario creato da J. R. R. Tolkien per la sua saga Il Signore degli Anelli. Nano della dinastia di Durin, figlio di Glóin e membro della Compagnia dell'Anello dal 3018. In seguito sarà chiamato "amico degli Elfi". Nato nell'anno 2879 della Terza Era, nel 2941 visse assieme a suo padre ad Erebor. Accompagnò suo padre a Gran Burrone per chiedere a Elrond consiglio sul destino di suo cugino Balin che aveva provato a tornare a Moria. Prese così parte al Consiglio di Elrond, e venne scelto come esponente della razza dei nani nella Compagnia dell'Anello. Durante il viaggio dovette affrontare la dura prova di varcare il cancello di Moria e di vedere che tutti i nani che avevano accompagnato Balin erano morti.
Nella sua permanenza a Lothlórien si innamora di Galadriel che gli cede, fra lo stupore di molti elfi, una ciocca dei suoi capelli biondi. Si dimostra intrepido e risoluto in battaglia. Nello scontro al Fosso di Helm salva la vita a Éomer, e vince una strana gara con Legolas per chi uccide più Orchi. Nel resto del libro accompagna sempre Aragorn, combattendo al suo fianco. Dopo aver preso parte a tutte le battaglie della Guerra dell'Anello, Divenne il signore delle caverne scintillanti, altrimenti dette caverne di Aglarond, e forgiò i nuovi cancelli di Minas Tirith in ferro e mithril. Secondo quanto afferma il Libro Rosso, nell'anno 120 della Quarta Era navigò oltre mare con Legolas discendendo il fiume Anduin con una nave costruita dallo stesso Elfo spinto dal desiderio di ammirare nuovamente la bellezza di dama Galadriel e dal desiderio di rimanere con l' amico.


Sam

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Samvise Gamgee, detto Sam (Terza Era 2983 - Quarta Era 62; Calendario della Contea 1383-1482), è uno dei personaggi del famoso romanzo di J. R. R. Tolkien: Il Signore degli Anelli. Sam è il giardiniere di Frodo Baggins (a cui è legato da un profondo vincolo di amicizia) e si dimostrerà il più tenace dei viandanti della Compagnia dell'Anello. Nonostante l'aspetto semplice e modesto, Sam rivela una grande forza d'animo e uno spiccato spirito poetico (nutrito ed accompagnato da una sconfinata ammirazione per gli Elfi). Sam vive ad Hobbiville, in via Saccoforino vicino ai Baggins. Suo padre è Ham Gamgee, detto Il Gaffiere.

Come "punizione" per aver origliato la conversazione di Gandalf con Frodo riguardo l'Unico Anello, lo Stregone costringe Sam ad unirsi al suo padrone nel suo viaggio verso Gran Burrone. Sam è, ancora una volta, il primo degli Hobbit ad entrare a far parte della Compagnia dell'Anello e sarà anche l'unico dei nove viandanti a proseguire con Frodo il viaggio verso Mordor dopo i tragici eventi accaduti alla Compagnia nei pressi di Parth Galen. Ai due viaggiatori si unirà in seguito Gollum, una infida creatura animata dal desiderio di riappropriarsi dell'Unico Anello. La compassione di Frodo per l'infelicità di Gollum e la necessità di una guida capace di far entrare i due Hobbit a Mordor innescano in Sam un forte senso di rivalità nei confronti di Gollum. Dopo che Shelob attacca e - apparentemente - uccide Frodo, Sam rileva l'Anello con l'intezione di completare la missione del padrone. Poco dopo Sam scopre che in realtà Frodo è ancora vivo ma anche che nel frattempo è stato fatto prigioniero dagli Orchi nella Torre di Cirith Ungol. Ancora una volta sarà l'intervento di Sam a permettere la liberazione di Frodo e il proseguo della missione dei due verso Monte Fato.
Nonostante Sam si faccia carico dell'Anello per poco tempo egli viene considerato a tutti gli effetti uno dei Portatori dell'Anello e come tale verrà ricompensato alla fine della Guerra dell'Anello... Al suo ritorno nella Contea, Sam sposa Rosie Cotton, la barista del Drago Verde, il più famoso locale della Contea. I due daranno alla luce ben tredici figli, tra i quali Elanor la Bella e Frodo detto il Giardiniere. Quando Frodo lascia la Terra di Mezzo per dirigersi ad Ovest, consegna a Sam il 'Libro Rosso dei Confini Occidentali (iniziato da Bilbo) dove sono narrate le vicende che hanno portato al rinvenimento e alla distruzione dell'Anello di Sauron. Sam, dopo le dimissioni del Sindaco Will, sarà eletto Sindaco della Contea per ben sette volte (ogni incarico della durata di 7 anni). Rinuncerà all'ottavo mandato, dopo la morte di Rosie, per partire a sua volta per le Terre Imperiture e riunirsi infine a Frodo.
Sam è uno dei protagonisti centrali de Il Signore degli Anelli. Il suo ruolo nella vicenda descrive una parabola ascendente: man mano che Frodo perde le forze, consumato dal potere dell'Anello, Sam si fa carico della missione e del suo padrone. La sua sorprendente forza d'animo e straordinaria lealtà verso Frodo lo rendono capace di essere il terzo (dopo Bilbo e Frodo, non considerando Gollum un vero Portatore) e l'ultimo dei Portatori dell'Anello, l'unico capace di rinunciare all'Anello. Va sottolineato il fatto che, mentre Bilbo non riuscirà a separarsi dall'anello in maniera del tutto spontanea, necessitando dell'intervento di Gandalf per persuaderlo a liberarsene, Sam non avrà alcuna difficoltà a deporlo nelle mani di Frodo non appena questi avrà riacquistato le forze. Questo comportamento differenzia nettamente il personaggio di Sam da ogni altro personaggio tolkieniano, dovendosi secondo alcuni attribuire tale manifestazione di superiorità all'animo semplice e candido di Sam, capace di riuscire a sottrarsi senza difficoltà al fascino e all'incanto del potere assoluto, incarnato dall'Anello. Tuttavia va considerato che Sam ha portato l'anello solo per poche ore, non per mesi come Frodo, o addirittura decenni, come Bilbo. E neppure, come invece accade a Bilbo, ha mai avuto l'occasione di considerarlo suo. Inoltre, l'Anello, che opera costantemente per tornare nelle mani di Sauron, potrebbe averlo in qualche modo sottovalutato, preferendo concentrare la sua azione sul Portatore, dopo che la sua azione su Boromir non ha avuto frutto.
Nella trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson, il ruolo di Sam è interpretato dall'attore americano Sean Astin.


Merry

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Meriadoc Brandibuck, detto Merry (Ovestron Calimac Brandagamba), è un personaggio dell'universo immaginario fantasy creato da J.R.R. Tolkien per il romanzo Il Signore degli Anelli.

La storia
È uno Hobbit ed è tra i migliori amici di Frodo Baggins, che accompagnerà, assieme all'inseparabile amico Pipino, nel suo lungo cammino verso il Monte Fato, entrando a far parte dei nove della Compagnia dell'Anello. Tradotto dall'autore in Inglese dalla Lingua Comune della Terra di Mezzo, il nome Merry ha il significato di Felice.

Nella Compagnia
Merry, all'inizio del viaggio, va insieme a Grassotto Bolgeri nella nuova casa acquistata da Frodo a Crifosso oltre il Brandivino, nelle vicinanze della città di Buckburgo. La notte in cui arriva Frodo fuggito da Hobbiville, si reca indietro verso il fiume Brandivino, preoccupato del suo ritardo, aspettandolo presso il fiume. A Brea, dopo la cena, esce a fare una passeggiata e per primo entra in contatto con i cavalieri neri, sentendo gli effetti della presenza di questi. Fino alla separazione della Compagnia il suo viaggio prosegue all'interno di essa.

La cattura
Viene catturato dagli Uruk-hai mandati da Saruman insieme a suo cugino Pipino ed assiste al sacrificio di Boromir, che aveva cercato di salvarli ma era morto in questo tentativo. Merry riesce a liberarsi dagli Uruk-hai vicino a Fangorn: i due Hobbit si dirigono dentro la foresta dove incontrano Barbalbero, un Ent che li accoglie nella sua casa e permette loro di assistere all'Entaconsulta, nella quale si decide di attaccare Isengard; Merry con suo cugino assiste alla furia degli Ent e alla distruzione della roccaforte di Saruman.

Al servizio di Rohan
Con l'arrivo di re Théoden di Rohan, di Gandalf, Aragorn, Gimli e Legolas ad Isengard, Merry e Pipino lasciano Barbalbero e si dirigono verso Edoras. La disavventura di Pipino con il Palantír di Saruman fa sì che Merry resti da solo con re Théoden, mentre tutti gli altri suoi amici partono in tempi diversi verso Gondor. Arrivato ad Edoras, re Théoden vuole impedire a Merry di proseguire il suo viaggio non lo ritenendolo adatto alla lunga cavalcata attraverso l'Anórien. Merry ha la fortuna di incontrare Éowyn, la nipote del re, travestita da cavaliere, che lo fa montare sul suo cavallo e lo accompagna fino alle mura di Minas Tirith. Sotto le mura di Minas Tirith il cavallo di Éowyn sbalza a terra i due cavallerizzi dopo che il capo dei Nazgûl è sceso spaventando Nevecrino, il cavallo di Théoden, e tutta la sua scorta. Éowyn si para davanti al Re Stregone di Angmar. Una profezia affermava che nessun uomo avrebbe potuto uccidere questo Cavaliere Nero: Merry però colpisce il Nazgûl nel tendine della gamba con la spada che aveva trovato nei Tumulilande, spada che era stata forgiata al tempo in cui il Cavaliere Nero era capo di Angmar e che quindi è la migliore arma per colpirlo. Successivamente Éowyn finisce il Nazgûl, che sparisce dal mondo. Avendo colpito quell'immonda creatura Merry viene colpito dall'alito nero, che lo debilita in maniera notevole.

La guarigione e il ritorno a casa
Merry guarisce grazie all'intervento di Pipino che lo porta nelle Case di guarigione della città e a quello di Aragorn, che con l'uso dell'erba Athelas lo guarisce. Merry assiste alla partenza dell'esercito verso i Cancelli del Morannon, senza potervi partecipare dato il suo stato ancora convalescente. Quando a Minas Tirith giunge notizia della vittoria, parte per partecipare alla festa che celebra la vittoria sul Campo di Cormallen. Dopo il matrimonio di Arwen e Aragorn e il funerale di Théoden, a cui Merry partecipa in maniera molto sentita per lo stretto rapporto che lo legava al re di Rohan, i quattro Hobbit tornano verso la Contea, dove scacciano definitivamente Saruman e i suoi sotterfugi, ristabilendovi l'ordine.


Eventi successivi
Meriadoc/Merry, detto "il Magnifico", diventa Signore della Terra di Buck nel 1432 (Calendario della Contea); due anni dopo Merry, insieme a Pipino, è nominato Consigliere del Regno del Nord. Nel 1484 lascia la Contea, sempre insieme a Pipino, per andare a trovare l'amico Re Éomer di Rohan. Dopo la morte di quest'ultimo i due Hobbit si trasferiscono a Gondor, dove Merry morirà e verrà sepolto a Rath Dinen, la necropoli dei re, e dove più tardi verrà posto anche il sepolcro di Aragorn.


Pipino

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Peregrino Tuc (in originale Peregrin Took), detto Pipino (Pippin), è uno dei personaggi del romanzo di J.R.R. Tolkien Il Signore degli Anelli.

La storia
Pipino è uno Hobbit ed è tra i migliori amici di Frodo Baggins, oltre ad essere suo cugino, che accompagnerà, assieme all'inseparabile amico e cugino Meriadoc Brandybuck, nel suo lungo cammino verso il Monte Fato, entrando a far parte dei nove della Compagnia dell'Anello.

Il viaggio e la cattura
Pipino è, insieme a Sam, uno degli Hobbit che accompagna Frodo fin dall'inizio, partecipando anche al tragitto tra Hobbiville e il guado del Brandivino, viaggio nel quale i tre compagni incontrano un gruppo di Elfi e per la prima volta vedono i Cavalieri neri. Successivamente a Pipino, Sam e Frodo si affiancano anche i restanti membri della Compagnia dell'Anello. È lui che nelle miniere di Moria fa cadere accidentalmente un sasso in un pozzo segnalando involontariamente agli Orchi e al Balrog la presenza di estranei. Quando la Compagnia si scioglie, viene fatto prigioniero, insieme a Merry dagli Uruk-hai di Saruman, ed assiste alla morte di Boromir che aveva cercato di salvarli.

La fuga e gli Ent
Durante la marcia come prigioniero degli Orchi riesce a far cadere la sua spilla fornendo ad Aragorn, Gimli e Legolas la prova che i due hobbit sono vivi. Insieme a Merry riesce a fuggire quando Éomer con i suoi cavalieri circonda il gruppo di Uruk-Hai. I due si addentrano nella foresta di Fangorn dove incontrano Barbalbero che, in principio li scambia per piccoli Orchi, ma in seguito li aiuta e protegge. Partecipano quindi all'Entaconsulta dove presenziano alla decisione degli Ent di attaccare Isengard. Dopo la distruzione della piazzaforte di Saruman, attendono l'arrivo di re Théoden e di parte della Compagnia dell'Anello.


Il Palantír e l'arrivo a Gondor
Durante il dialogo tra Gandalf e Saruman, Grima Vermilinguo getta il Palantír della torre di Orthanc verso il gruppo in cui si trova Pipino. È proprio lui a raccoglierlo e gettandogli un veloce sguardo ne resta turbato, nonostante gandalf glielo tolga prontamente. La notte successiva Pipino "ruba" il Palantír allo stregone, sostituendolo sotto il suo braccio con una pietra tonda; guardando all'interno della sfera, lo Hobbit resta soggiogato da Sauron, che era in contatto grazie al Palantír che in origine si trovava a Minas Ithil. La forza di volontà dello Hobbit riesce ad evitare che senza volere riferisca importanti informazioni a Sauron; Gandalf gli riesce a strappare per tempo la pietra consegnadola ad Aragorn. Il giorno dopo Pipino è costretto a partire con lo stregone per Minas Tirith, affinché si allontani dalla tentazione di guardare di nuovo nella sfera. Arrivato nella città Pipino è presentato a Denethor, sovrintendente di Gondor; preso da un momento di rimorso per essere stato in parte causa della morte di Boromir, figlio di Denethor, presta giuramento al sire della città ed entra in servizio nella Cittadella.

La guerra e il viaggio al Morannon
Durante l'assedio di Gondor Pipino deve vegliare Faramir, gravemente ferito; resosi conto della pazzia che sta investando sire Denethor, corre a chiamare Gandalf che dirige le difese della città. Assiste così al suicidio di Denethor. Dopo la fine della battaglia, scende nelle ultime cerchie della città per cercare Merry che aveva combattuto tra le schiere di Rohan. Quando i capi delle forze del Bene decidono di marciare verso i cancelli del Morannon, Pipino entra a far parte della spedizione. Arrivato davanti all'ingresso della fortezza di Sauron, è lui che grida di orrore quando la Bocca di Sauron mostra la cotta di Mithril di Frodo. Durante la battaglia che ne segue riesce ad uccidere il capitano dei Troll di Mordor.

Il ritorno a casa
Dopo il matrimonio di Aragorn ed Arwen e dopo i funerali di Théoden i quattro Hobbit tornano alla Contea, che trovano invasa da uomini comandati da Saruman. Pipino è uno dei più spavaldi tra coloro che vogliono la rivolta. Corre a Tucboro per cercare rinforzi tra i suoi parenti Tuc. Nella decisiva battaglia è tra coloro che combattono in prima linea, anche perché la bevanda che avevano bevuto lui e Merry durante la loro permanenza presso gli Ent li aveva fatti crescere notevolmente, facendoli raggiungere dimensioni non comuni per uno Hobbit.


Boromir

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« Un po' scostato dagli altri Frodo notò un uomo alto dal volto bello e nobile, dai capelli scuri e dagli occhi grigi, dall'espressione orgogliosa e severa. Portava mantello e stivali, come se fosse reduce da un lungo viaggio a cavallo; infatti, benché gli abiti fossero sontuosi e la cappa foderata di pelliccia, le tracce della sua cavalcata erano piuttosto evidenti. Aveva una collana d'argento ornata da un'unica pietra bianca, e i capelli erano tagliati sopra le spalle. Appeso al balteo portava un grande corno dalla punta d'argento, che teneva ora posato sulle ginocchia. Guardava Frodo e Bilbo con grande meraviglia. "Questi è Boromir", disse Elrond rivolgendosi a Gandalf, "un uomo del Sud. È giunto nella grigia mattina e chiede consiglio. L'ho pregato di essere anch'egli presente, poiché questo consesso risponderà alle sue domande" »
(Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello - J.R.R. Tolkien)



Boromir è il figlio maggiore di Denethor, sovrintendente di Gondor, e fratello maggiore di Faramir. Per uno strano caso nelle sue vene non scorre però il sangue di Nùmenor a differenza dei genitori e del fratello,e forse proprio per questa differenza viene preferito dal padre. Partito da Gondor alla volta di Imladris in cerca di un "interpretazione" del sogno che ossessiona il fratello, Boromir si unisce poi alla Compagnia dell'Anello, benché convinto che l'Unico Anello debba essere utilizzato per combattere Sauron, e non distrutto come suggeriscono Sire Elrond e Gandalf. A seguito della morte di quest'ultimo, Boromir cerca di convincere un riluttante Aragorn a portare l'Anello a Gondor, per poi dirigersi a Mordor con più forze, nel vano tentativo di distruggere l'Unico. Aragorn, però, ritiene che la decisione spetti a Frodo, il Portatore dell'Anello che, chiedendo tempo per decidere, viene assalito da Boromir, momentaneamente soggiogato dall'Anello e dal desiderio di salvare il suo popolo. Dopo aver riacquistato la ragione, Boromir si riscatta combattendo valorosamente cercando invano di evitare la cattura degli Hobbit Merry e Pipino dall'attacco degli Orchi,finendo ucciso da 'dardi piumati di nero' presso le Cascate di Rauros.

Nella trasposizione cinematografica dell'opera curata da Peter Jackson il personaggio è interpretato da Sean Bean, con la voce italiana di Massimo Corvo.

Approfondimento: il sogno di Faramir
Boromir giunse a Gran Burrone per farsi spiegare da Elrond, il significato delle parole apparse a lui e a Faramir in sogno:
« "Vedevo allora il cielo a oriente farsi oscuro, mentre rombavano i tuoni; ma da occidente, ove ancora permaneva una fioca luce, giunse una voce, remota ma chiara, che gridava:
Cerca la Spada che fu rotta,
A Imladris la troverai;
I consigli della gente dotta
Più forti di Morgul avrai.
Lì un segno verrà mostrato,
indice che il Giudizio è vicino,
Il Flagello d'Isildur s'è svegliato,
E il Mezzuomo è in cammino." »
(J.R.R Tolkien, Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello, Bompiani)



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