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- IL SIGNORE DEGLI ANELLI _ GLI ANELLI DEL POTERE -

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- IL SIGNORE DEGLI ANELLI _ GLI ANELLI DEL POTERE -

Messaggio  ChiArA_25 il Gio Dic 22, 2011 6:17 pm

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GLI ANELLI DEL POTERE

« Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende. »
(Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello - J.R.R. Tolkien, p. 83)

Gli Anelli del Potere, o Anelli di Potere, sono degli oggetti dell'universo immaginario creato da J.R.R. Tolkien. Si tratta di anelli magici i cui poteri variano a seconda della personalità e delle intenzioni dei loro artefici, e la cui efficacia, invece, varia a seconda del potere, delle intenzioni, della forza di volontà e delle azioni di chi li indossa.

La creazione degli Anelli del Potere

Gli Anelli del Potere nominati ne Il Silmarillion e Il Signore degli Anelli, vennero creati da Celebrimbor nella Seconda Era. Celebrimbor li forgiò con l'aiuto di Sauron che in quell'epoca si aggirava tra gli Elfi e gli Uomini della Terra di Mezzo facendosi chiamare Annatar (in quenya Signore dei doni) e presentandosi, senza svelare la sua vera identità, come un uomo saggio e di bell'aspetto. Ponendosi ai loro occhi come un demiurgo benevolo, Sauron cercò di irretire gli elfi offrendo diverse conoscenze in particolar modo nell'arte della fabbricazione di monili e oggetti dotati di potere e bellezza, facendo leva sul sentimento di emulazione delle opere degli Ainur.

« Ma perché dunque la Terra di Mezzo dovrebbe restare per sempre desolata e buia, laddove gli Elfi potrebbero renderla altrettanto bella di Eresseä, che dico, perfino di Valinor?[...]Non è dunque nostro dovere di lavorare fianco a fianco al suo arricchimento e per l'elevazione di tutte le stirpi elfiche che vi si aggirano, all'oscuro del molto potere e della sapienza che sono di coloro che stanno al di là dal Mare? »
(Un estratto dei discorsi rivolti da Sauron/Annatar agli elfi; in Il Silmarillion, op. cit., p. 362)

La sua opera lo condusse in tutto l'Eriador e in tutto il Beleriand (con l'eccezione del Lindon, l'unica contrada dove non fu benvoluto) e, soprattutto, in Eregion, nella città di Ost-in-Edhil, presso i Noldor che, per la loro ambizione, si dimostrarono i più sensibili alle sue parole. Fu così che Sauron insegnò a Celebrimbor, Signore dell'Eregion, il più valente dei fabbri di Ost-in-Edhil, l'arte della creazione degli anelli magici, e gli orafi elfici ne crearono molti, tra i quali, appunto, i Grandi Anelli o Anelli del Potere. A questo periodo risale anche la creazione dell'Unico Anello, che Sauron forgiò segretamente a Mordor presso il Monte Fato, infondendo in esso gran parte della sua volontà e forza vitale, col proposito di dominare tramite esso tutti gli altri anelli, e, conseguentemente, coloro che li portavano.

« in segreto Sauron costruì un Unico Anello con cui dominare tutti gli altri, il cui potere era legato a questo con assoluta soggezione e e destinato a durare solo quanto quello dell'anello di Sauron. Buona parte della forza e della volontà dell'Avversario fluì in esso, e ciò perché il potere degli anelli elfici era assai grande, sicché l'anello che doveva governarli non poteva che essere un oggetto di potenza senza pari. Sauron lo forgiò nella Montagna di Fuoco della Terra d'Ombra. E, a patto che avesse con sé l'Unico Anello, era al corrente di tutto ciò che si faceva per mezzo degli anelli minori, e poteva vedere e governare gli stessi pensieri di coloro che li portavano su di sé. » (Il Silmarillion, op. cit., pp. 362-363)

Una volta forgiato l'Unico Anello, Sauron se lo mise al dito e tutti coloro che portavano gli anelli magici furono consapevoli della verità «sicché irati e impauriti, si sfilarono gli anelli»[1]. Sfumata la possibilità di controllarli, Sauron mosse guerra ai Noldor ingiungendo che gli consegnassero tutti gli anelli del potere. Gli elfi tentarono di resistere, ma vennero sconfitti e Sauron si impadronì di tutti gli anelli con l'eccezione dei tre più potenti (che diverranno noti, in seguito, come i Tre Anelli o i Tre Anelli degli Elfi) che Celebrimbor aveva forgiato - a differenza di tutti gli altri - senza l'aiuto di Sauron.



L' UNICO ANELLO

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Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli. » (La poesia dell'Anello)



L'Unico Anello, conosciuto anche come l'Anello del Potere o l'Anello Sovrano, è l'elemento centrale della trilogia fantasy di J.R.R. Tolkien Il Signore degli Anelli. È il vero antagonista della storia, la causa di molte delle disavventure di Frodo e dei suoi compagni.

La creazione
La creazione di gioielli era una specialità elfica affinata nei millenni dai mastri orafi, specialmente quelli della regione dell'Eregion. Durante la Seconda Era il massimo esponente di tale arte fu Celebrimbor, figlio di Curufin e nipote di Fëanor, il quale tanto elevò la propria abilità da cominciare la forgiatura di oggetti che in essi racchiudessero un potere, come il suo avo Fëanor aveva fatto con la forgiatura dei Silmaril. Di ciò Sauron era conscio, e desiderando sfruttare a proprio vantaggio un tale potere, si fece accogliere in Eregion con le mentite spoglie di Annatar, il Signore dei Doni, e prese a dare consigli e a istruire i mastri orafi. A tal punto la loro arte crebbe che decisero di forgiare gli Anelli del Potere, che erano in origine diciannove: nove anelli che furono poi dati agli uomini, sette anelli che furono dati ai signori dei nani e tre anelli destinati alla razza degli elfi. Di questi, solo i Tre erano immacolati, in quanto forgiati dal solo Celebrimbor senza l'ausilio di Sauron. Questi desiderava impossessarsene, in quanto erano i più potenti, e per muovere guerra contro gli eserciti elfici decise di forgiare a sua volta un anello sovrano, che superasse in potenza tutti gli altri e che fosse in grado di controllarli e controllarne i portatori. L'Unico Anello fu pertanto l'ultimo degli Anelli di Potere ad essere forgiato, ad opera dell'Oscuro Signore Sauron nell'anno 1600 della Seconda Era di Arda. Per ottenere il controllo sugli altri anelli, Sauron infuse nell'Anello appena forgiato parte del proprio potere; l'Unico fu forgiato segretamente nei fuochi dell'Orodruin, il Monte Fato, precisamente nella Voragine del Fato, conosciuta anche come Sammath Naur. Quando Sauron lo indossava, il suo potere era quasi invincibile, e nessuno gli si poteva opporre. Durante l'ultima battaglia della Seconda Era, guidata dal Re elfico Gil-galad e dal Re dei Dûnedain di Gondor e Arnor, Elendil di Númenor (che caddero entrambi), l'Ultima Alleanza tra Uomini ed Elfi marciò contro gli eserciti di Mordor e, dopo un lungo assedio, Sauron stesso scese in battaglia e venne fortunosamente sconfitto da Isildur, figlio di Elendil. Questi riuscì ad amputare il dito che portava l'Anello e Sauron, privato di gran parte del proprio potere, abbandonò temporaneamente la propria forma fisica.


L'Anello e Isildur

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« "Era caldo al primo momento, caldo come ferro rovente (...) Eppure nel mentre io scrivo esso si sta rinfrescando, e mi è parso di vederlo restringersi, senza tuttavia perdere né forma né bellezza. (...) Mi è caro, benché lo stia acquistando con grandi sofferenze" » (J.R.R. Tolkien, La Compagnia dell'Anello)

Sauron scomparve dalla Terra di Mezzo, ma non morì. E il potere infuso nell'Anello conferiva allo stesso una volontà propria, che irretì Isildur: questi, invece di distruggerlo (cosa che sarebbe stata fatale per Sauron, il cui destino era legato per sempre all'Anello Sovrano) decise di tenerlo per sé, in memoria di suo padre e di suo fratello Anarion, caduti in guerra. In realtà, forse senza volerlo, Isildur desiderava il potere che l'Anello gli avrebbe conferito, per accrescere la forza del proprio regno. Nell'anno 2 della Terza Era, mentre Isildur si recava nel regno di Arnor, gli Orchi tesero un'imboscata alla sua compagnia presso Campo Gaggiolo sulle rive dell'Anduin; egli si infilò l'Anello per sfuggire ai nemici diventando invisibile e si tuffò nel fiume. Ma l'Anello (presumibilmente per propria volontà) si sfilò dal dito del Re di Arnor e Gondor mentre questi nuotava, facendolo tornare visibile. Gli Orchi così lo videro e lo trafissero con i loro dardi, uccidendolo.


L'Anello e Gollum

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L'Anello era rimasto nascosto nel letto del Gran Fiume per quasi due millenni quando fu ritrovato da uno Hobbit Sturoi chiamato Déagol che si trovava lì per pescare. Avvinto inconsapevolmente dall'incantesimo che rendeva schiavo, non lo volle nemmeno far vedere a suo cugino Sméagol, il quale però scorse l'Anello e, per prenderne possesso, arrivò a strangolare il cugino. L'influenza dell'Anello, nel corso del lungo periodo in cui fu di suo possesso, fu tale da trasformarlo nella creatura conosciuta come Gollum: l'Anello manipolò la mente di Gollum nelle caverne delle Montagne Nebbiose, vicino al Bosco Atro, dove Sauron stava cominciando a risorgere. Rimase con lui per quasi cinquecento anni, fino a che gli cadde dalle dita mentre stava tornando da una caccia agli orchi. Nel romanzo Lo Hobbit si racconta di come Bilbo Baggins trovò l'Anello nelle caverne delle Montagne Nebbiose in cui viveva Gollum. In questa storia, l'Unico Anello è solo un anello magico il cui unico potere è l'invisibilità, e tale era anche nella mente dell'autore: infatti Tolkien concepì solo in seguito il mito dei Grandi Anelli. Per ingannare la sua solitudine Gollum inventò un gioco di indovinelli, se Bilbo fosse riuscito a vincere sarebbe stato libero, altrimenti sarebbe stato mangiato, come ottimo e succulento piatto al posto dei soliti pesci e orchetti. Dopo aver perso al gioco, Gollum cercò il suo "tessoro" (così ha sempre chiamato l'Anello), perché con il potere dell'Anello poteva facilmente uccidere Bilbo e mangiarselo, ma si accorse di averlo perso. Capì che lo aveva preso Bilbo ripensando al suo ultimo indovinello - «Cosa ho nelle mie tasche?» - Gollum lo inseguì attraverso le caverne fino all'uscita, non sapendo che fortunosamente lo Hobbit aveva scoperto che grazie all'Anello poteva rendersi invisibile. Bilbo riuscì a fuggire da Gollum e dagli orchi che abitavano nelle Montagne Nebbiose restando invisibile; parlò però dei poteri dell'Anello ai nani con cui si trovava a viaggiare, e questi lo riferirono poi a Gandalf, che iniziò ad insospettirsi. Intanto il potere malefico dell'anello lo iniziò a corrodere perché raccontò che l'anello era il premio del loro gioco, racconterà la vera storia solo al consiglio di Elrond a Granburrone. Gollum, nel frattempo, lasciò le Montagne Nebbiose e seguì le tracce dell'Anello. Viaggiò per anni nelle terre selvagge, ma poi venne catturato da Sauron e dopo atroci torture rivelò l'esistenza di Bilbo e della Contea.


L' Anello e Bilbo

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Bilbo usò poi spesso l'anello, soprattutto per sfuggire alla vista dei suoi terribili cugini, i Sackville-Baggins che non gli hanno mai perdonato di essere tornato dalla sua passata avventura col drago e non avergli quindi lasciato Casa Baggins. In uno di questi momenti gli amici di Frodo scoprirono che c'era qualcosa di più strano di quello che si pensava in Bilbo, in seguito collegarono tutto all'anello. Nell'anno 3001 della Terza Era, il giorno del suo 111° compleanno, Bilbo decise di combinare uno scherzo con l'aiuto dell'Anello per andarsene da Hobbiville: decise così di infilarsi l'Anello nel bel mezzo del suo discorso e di scomparire, per poi tornare in camera sua, prendere i bagagli e partire assieme ai nani che lo avevano aiutato a organizzare la festa ed avevano portato i regali direttamente da Erebor. Gandalf riuscì a convincere lo Hobbit a lasciare l'Anello a suo nipote Frodo, che aveva adottato quando i genitori di quest'ultimo morirono annegati. Non fu facile per Bilbo staccarsi dall'Anello e dal suo potere. In effetti (se si esclude Sam Gamgee, che ha portato l'Anello solo per poche ore) Bilbo è stato l'unico possessore dell'anello che è riuscito a rinunciarvi spontaneamente, sia pure a fatica. Questo fu il primo sacrificio fatto per l'Anello. Ne sono presenti molti nella catena di eventi legati ad esso; è un esempio di interazione fra la possibilità di scelta autonoma ed il destino, un tema ricorrente ne Il Signore degli Anelli.

Il ritorno di Sauron e la Compagnia dell'Anello
Nel frattempo il potere di Sauron cominciò a crescere e la torre oscura di Mordor fu ricostruita; il potere di Sauron era legato all'anello e le fondamenta della torre oscura erano state create con il potere dell'anello e solo con la sua distruzione sarebbe stata distrutta totalmente la torre. Per impedire la riconquista dell'Anello, Frodo ed altri otto compagni partirono da Gran Burrone alla volta di Mordor per distruggere l'Anello nella lava del Monte Fato; durante il viaggio, però, Frodo sentì sempre di più il potere dell'Anello e temette che stesse per corromperlo: questo infatti tentò di corrompere anche i suoi compagni di viaggio e le persone che incontrò durante il cammino, e se alcuni riuscirono a resistere, per altri non fu possibile. L'Anello, ad esempio, causò la morte di Boromir. Ad un certo punto la Compagnia si divise, e mentre gli altri compagni seguivano i loro destini, Frodo e Sam proseguirono la strada per Mordor. Poco dopo trovarono Gollum e lo obbligarono a guidarli verso il Monte Fato; Gollum tuttavia cedette alle tentazioni dell'Anello e li condusse dal ragno Shelob per la via di Cirith Ungol; colà Shelob li attaccò, Frodo rimase a terra privo di sensi e senza respirare. Pensando che il suo amico fosse morto, Sam prese l'Anello per un breve periodo, giurando che avrebbe portato lui a compimento la missione. Invece, a sua insaputa, un gruppo di orchi prese con sé Frodo, il quale non era morto ma solo addormentato; Sam li seguì sulla torre di Cirith Ungol e approfittando di un litigio fra gli orchi liberò Frodo, gli ridiede l'Anello e insieme ripresero il viaggio per la via del Morannon per raggiungere il Monte Fato.

La fine
Frodo e Sam arrivarono finalmente sull'orlo della voragine del Monte Fato, ma Frodo decise di tenersi l'Anello anziché distruggerlo, lasciandosi all'ultimo corrompere dal suo potere. Dietro di lui però arrivò Gollum che li aveva seguiti per tutto il viaggio. Sull'orlo del precipizio lo assalì benché Frodo fosse invisibile e gli mozzò il dito come aveva fatto Isildur anni prima con l'Oscuro Signore. Ma, mentre esultava sul bordo del baratro, Gollum scivolò, insieme con l'Anello, in grembo alla voragine del vulcano: e quella fu la fine di Mordor e di Sauron, che da allora sparì e non poté più tornare. Gli orchi si disperdono ma il male creato dall'anello sarà ancora lungi dallo scomparire.


Caratteristiche
Il manufatto è un semplice anello, tuttavia perfetto in ogni aspetto e, al contrario degli altri Anelli del Potere, non presenta alcuna gemma o cesellatura evidente. Ciò fu voluto espressamente da Sauron, che in questo modo tentò di dissimulare il più potente dei Grandi Anelli sotto un'apparenza umile. È costruito in oro, sebbene lavorato in modo da vanificare ogni tentativo di distruggerlo o anche solo di scalfirlo; esiste infatti un unico modo per distruggerlo: sottoporlo all'immenso calore con cui fu forgiato, condizione che in tutta la Terra di Mezzo si presenta solamente nella lava del Monte Fato. L'Anello ha inoltre la peculiarità di allargarsi o restringersi spontaneamente, ciò per adattarsi in modo perfetto al dito di chi lo possiede, sia esso uno Hobbit, un uomo, Sauron stesso o un altro tipo di creatura.
Sebbene normalmente sia perfettamente liscio, quando è rovente mostra, sotto forma di linee incandescenti, una scritta in caratteri Tengwar nella lingua di Mordor:

« Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,
ash nazg thrakatulûk, agh burzum-ishi krimpatul. »
Queste sono le parole pronunciate da Sauron subito dopo la forgiatura, la cui traduzione è:
« Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli. »
Sono gli stessi versi che fanno parte della poesia dell'Anello, e che, uditi dal fabbro elfico Celebrimbor mentre il Signore Oscuro li pronunciava, gli permise di sorprendere le sue malvagie intenzioni, ragion per cui venne più tardi ucciso da Sauron stesso.

Caratteristiche magiche
Fa parte della natura dell'Anello corrompere lentamente ma inevitabilmente il suo portatore (pur rendendolo immortale, caratteristica degli Anelli del Potere, finché lo si possiede). Non si conosce se questo fatto sia dovuto alla magia dell'Anello o sia semplicemente causato dalle origini diaboliche del manufatto: Sauron potrebbe aver previsto di dotare il suo Anello di una tale proprietà, ma non pensò mai probabilmente di farlo portare ad altri; per questo motivo i saggi, tra cui Gandalf, Elrond e Galadriel, rifiutarono di usare l'Anello per la propria difesa, e preferirono la sua distruzione. L'unico essere su cui l'Anello non ha avuto alcun effetto è l'enigmatico Tom Bombadil. Quando una persona indossa l'Anello, è temporaneamente traslata dalla realtà fisica a quella spirituale. In quella realtà, se essa riuscisse a sottomettere coscientemente la volontà dell'Anello potrebbe usufruire di tutti i poteri che Sauron ha avuto prima di perdere l'Anello, cioè potrebbe controllare gli altri Anelli del Potere. Un effetto secondario (ma solitamente il primo effetto notato) dell'Anello è che rende invisibile agli esseri del mondo fisico colui che lo indossa, ma altamente visibile agli esseri spirituali come i Nazgûl. Questo "mondo oscuro" è il mondo in cui i Wraiths (dei potenti non-morti) sono costretti a vivere, ed è anche il mondo in cui anticamente dominavano i Calaquendi (gli elfi di luce), come ad esempio Glorfindel, il quale è visto da Frodo, quasi nel mondo delle ombre a causa del Pugnale Morgul. Nei film di Peter Jackson, chi indossa l'Anello deve muoversi nel mondo oscuro dove tutto appare sfuocato e distorto. Nel romanzo, invece, né Bilbo Baggins né Frodo Baggins hanno mai accennato a questa cosa quando usando l'Anello, ma quando Samvise Gamgee lo indossa alla fine de Le due torri avverte qualche cosa di simile a ciò che è descritto nel film. Questa è l'unica volta in cui si accenna a questo fatto nei libri e potrebbe essere attribuito al potere di Sauron che aumenta, perché Sam è all'interno dei cancelli di Mordor quando usa l'Anello. Si noti inoltre che Sam non ha mai indossato l'Anello nei film.

Simbolismo
Molte persone hanno cercato di vedere nell'Unico Anello un qualche simbolo o una qualche metafora. Qualcuno per esempio pensò all'energia nucleare o alla bomba atomica, il che sarebbe assolutamente anacronistico, poiché l'Anello è stato inventato verso la fine degli anni 1930, la fissione nucleare fu si scoperta in quel periodo, ma sia i primi reattori scientifici e la bomba atomica non si sarebbe conosciuta fino al 1945. Un'altra possibile interpretazione è che l'Anello rappresenti la bramosia di potere, che nella visione di Tolkien porta sempre alla corruzione ed è connotato in modo fortemente negativo. Un'interpretazione recente dell'autore danese Peter Kjaerulff teorizza che l'Anello del Potere ricordi gli anelli maledetti descritti da Platone in Repubblica (l'Anello di Gige), e da Richard Wagner nelle opere dell'anello (l'anello Andvari). Tuttavia Tolkien ha negato con decisione questo collegamento, d'altronde altamente improbabile: si ricordi che il tòpos dell'anello dotato di particolari funzioni è largamente presente in tutta la nostra cultura fin dall'antichità, e si potrebbero citare molti romanzi, medievali e non, che mettono in scena un anello magico. Cercare di distruggere un tesoro invece è insolito sia nel folclore che nella letteratura epica, mentre è molto più comune cercare di riguadagnare un tesoro: Tolkien stesso ha descritto ne Lo Hobbit il tentativo di recuperare il tesoro rubato ai nani dal drago Smaug. Un modo diverso di affrontare questo problema è chiedersi da dove sia partita l'idea dell'Anello ed il suo ruolo centrale nella storia, senza considerare aprioristicamente il suo inserimento come simbolo di qualcosa. L'idea di un potere troppo grande per essere usato in modo sicuro dagli esseri umani può esser nata dalla paura per i futuri sviluppi delle prime tecnologie degli anni Trenta. La dipendenza che l'Anello esercita su chiunque gli stia accanto e le relative ripercussioni fisiche e psichiche mostrate in molti personaggi, tra cui Bilbo, Frodo, Gollum e Saruman, ma anche altri, sono ossessioni paragonabili a quelle comuni in chi assume droga, di cui l'Anello potrebbe essere una metafora.


I NOVE ANELLI DEL POTERE

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Una volta recuperati gli anelli, Sauron cercò di soggiogare Nani e Uomini distribuendo loro i potenti artefatti. Nove (Nove Anelli, Nove Anelli degli Uomini) furono donati ad altrettanti re degli Uomini che, resi schiavi dal loro potere, si sarebbero trasformati, in seguito, nei nove nazgûl: potenti spettri succubi di Sauron.

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I SETTE ANELLI DEL POTERE

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Sauron tentò di corrompere anche i Nani allo stesso modo regalando loro sette anelli (Sette Anelli, Sette Anelli dei Nani), ma fallì nel suo intento: la stirpe dei Nani, creazione di Aulë, era assai resistente alla magia, e gli anelli resero i loro possessori più avidi e iracondi, aiutandoli ad accumulare grandi fortune, ma Sauron non riuscì a schiavizzarne la volontà. Per questo motivo fece loro guerra recuperando tre di questi anelli, mentre gli altri quattro finirono per andare perduti o distrutti dai draghi.

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I TRE ANELLI DEL POTERE

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I Tre Anelli Elfici si chiamano Narya, Nenya e Vilya; Celebrimbor affidò Nenya a Galadriel, Vilya a Gil-Galad, (che lo diede ad Elrond prima della Battaglia dell'Ultima Alleanza), e Narya a Círdan il Carpentiere che in seguito lo consegnò a Gandalf. Nella Seconda Era, Nenya e Vilya sono entrambi custoditi da Gil-Galahad. I Tre Anelli furono forgiati a Ost-in-Edhil, nel 1590 S.E. da Celebrimbor.
Il più potente dei Tre è Vilya, l'Anello d'Aria, ornato con uno zaffiro azzuro. Nenya è invece l'Anello d'Acqua, l'Anello di Adamant, forgiato con Mithril. Il suo potere consente alla cintura di difesa di Lorien di non cadere sotto gli attacchi di Dol Guldur. Narya è l'Anello Rosso, l'Anello di Fuoco, che ha il potere di utilizzare il fuoco come conforto alle sofferenze umane e ad alleviare le fatiche del mondo, contrapposto al fuoco di Sauron che logora, consuma e distrugge. Tutti gli Anelli hanno il potere di preservare ciò che è stato e di mantenere "giovane" il luogo in cui è custodito. Poiché Sauron non aveva avuto alcun ruolo nella loro creazione, i Tre Anelli non ne avevano subito l'influenza malvagia (benché legati al potere dell'Unico), di conseguenza coloro che li portavano non potevano essere assoggettati alla volontà dell'Oscuro Signore. I tre anelli vennero utilizzati a lungo dagli elfi, dopo che Isildur ebbe sottratto l'Unico a Sauron e questo scomparve fisicamente dalla Terra di Mezzo e fino all'epoca degli eventi narrati ne Il Signore degli Anelli; non furono usati per scopi di potere e dominio, ma per curare e mantenere integri i luoghi dove gli elfi abitavano. Tuttavia se Sauron fosse stato in grado di recuperare l'Unico Anello, tutte le opere compiute tramite loro sarebbero state disvelate e corrotte, come spiega Elrond a Frodo, Gandalf e i rappresentanti dei popoli liberi durante il consiglio di Gran Burrone:

« tutto ciò ch'è stato compiuto da coloro che posseggono i Tre si volgerà contro di essi per distruggerli, e rivelerà a Sauron la loro mente ed il loro cuore, qualora il Nemico riconquistasse l'Unico. Allora sarebbe meglio che i Tre Anelli non fossero mai esistiti. »
(Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello, op. cit., p. 339.)

Secondo Elrond, gli elfi non sapevano cosa sarebbe accaduto ai Tre Anelli in caso di distruzione dell'Unico: alcuni speravano di poterli utilizzare liberamente senza più alcun pericolo; altri, come Elrond, ritenevano invece che la scomparsa dell'Anello del Dominio avrebbe segnato la fine del potere dei Tre, e di tutto ciò che era stato creato o conservato tramite loro, come infatti poi accadde. Gli Elfi erano disposti però a rinunciare a tutto, pur di non sottomettersi a Sauron.


Galadriel

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« Questo compito è stato affidato a te, Frodo Baggins, e se non lo porterai tu a compimento, nessuno potrà farlo. » (Dama Galadriel)

Dama Galadriel è un personaggio immaginario dei romanzi fantasy di J.R.R. Tolkien. Era una nobile elfa della Terra di Mezzo, che regnò insieme a Sire Celeborn sul reame di Lórien. Spesso viene citata come La Dama di Lórien o La Dama dei Galadhrim. Al di fuori del reame di Lothlórien, tuttavia ci si riferisce semplicemente chiamandola Dama Galadriel o La Dama. Lei e Celeborn divennero noti come Il Signore e la Dama. Galadriel non fu mai regina, sebbene fosse di sangue reale. Il suo nome paterno era Artanis ("nobile donna" ) e quello materno Nerwen ("ragazza-uomo" ), in riferimento alla sua notevole altezza e alla sua forza sia corporea che interiore. Ma il nome che preferì fra tutti fu quello di Galadriel, versione Sindarin del Telerin Quenya Alatáriel, "essendo il più bello dei suoi nomi, quello che le era stato dato dal suo innamorato, Celeborn dei Teleri, che più tardi sposò nel Beleriand", che significa "donna coronata con una ghirlanda di luce brillante", in riferimento ai suoi capelli. Gli Elfi di Tirion ritenevano che nei capelli di Galadriel fosse rimasta imprigionata la luce dei Due Alberi di Valinor, Laurelin e Telperion. Fu molto ammirata da Fëanor e forse ne fu fonte d'ispirazione per la creazione dei Silmaril. Il nome Galadhriel ("albero-ghirlanda" ) veniva usato al di fuori di Lórien dalla gente che non conosceva i giorni antichi e la storia di Galadriel, confondendo la parola elfica galadh ("albero" ) con il nome dei Galadhrim, la gente di Lórien. Sua figlia Celebrian sposò Elrond.Fu la custode dell'Anello d'Acqua, Nenya, forgiato nell'antichità dal più grande maestro elfico, Celebrimbor.

Dal Reame Beato alla terza Era
Galadriel nacque in Valinor, fiera e forte come tutti i discendenti di Finwë, salvo Finarfin. Era una Noldo buona e comprensiva, e di tutti aveva rispetto, ma si risentiva e non aveva a genio il comportamento spavaldo di Fëanor, il creatore dei Silmaril. Pur essendo reverente nei confronti dei Valar, si ribellò a loro durante l'Ottenebramento di Valinor a opera di Morgoth e Ungoliant. Conobbe Celeborn ad Alqualondë (secondo la prima versione redatta da Tolkien, perché in "The Road goes ever on" egli figurava come un Elfo del Doriath alla corte di Thingol, poiché suo padre ne era il nipote), dove viveva da lungo tempo con la stirpe di sua madre. Imboccò la strada dell'esilio dopo la rivolta di Fëanor, giungendo con Celeborn nel Beleriand, nel porto di cui era signore Cirdan il Timoniere (in questa storia, a differenza del Silmarillion, Galadriel giunge con Celeborn su una nave dei Teleri e non con i Noldor al seguito di Feanor o di Fingolfin). Nessuno dei due partecipò mai alla guerra contro Angband, fortezza di Melkor: si ritirarono invece al di là degli Ered Lindon. Per i primi tempi dimorarono sul lago Evendim, a nord della Contea. Lì, tra il 350 e il 400, nacque Amroth (la data della secondogenita Celebrian non è specificata, mentre Amroth fu il figlio di Galadriel solo in versioni iniziali della storia). Nel 700 si recarono a est fondando il regno di Eregion, aiutati probabilmente dal fatto che conoscevano i Nani di Khazad-dûm, di cui divennero amici (specialmente Galadriel, perché a volte si dice che Celeborn non li amasse). Presero contatto con gli Elfi dell'Anduin, a quel tempo dislocati in una superficie boschiva che si estendeva su entrambe le rive per alcune decine di miglia e comprendeva anche Dol Guldur. Capitò che Sauron riuscisse a circuire i fabbri dell'Eregion, primo tra tutti Celebrimbor, fino a che questi, presa coscienza dell'errore, si ribellarono. Galadriel si spostò nel Lorien, ma Celeborn, sviluppata una certa avversione per i Nani che mal concordava con i sentimenti della moglie, rimase nelle terre a ovest delle Montagne Nebbiose. Dopo il 1800 circa, Galadriel decise di andare alla ricerca di Celeborn, invischiato intanto nella sanguinosa guerra contro le armate di Sauron che ebbe il suo punto di svolta nella battaglia di Dagorlad; lo trovò a Imladris, fondata da poco da Elrond Mezzelfo, e vi dimorarono assieme per molti anni. Si trasferirono poi nel Belfalas, a Dol Amroth e fu solo nella Terza Era, nel 1981, che essi tornarono definitivamente nel Lorien, alla vigilia dei fatti che avrebbero preceduto la Guerra dell'Anello

Galadriel e la Guerra dell'Anello
Nella Terza Era, Galadriel entra a far parte del Bianco Consiglio, a capo del quale vuole mettere Gandalf, e non Saruman. Durante il viaggio verso sud della Compagnia dell'Anello, Lothlórien è una tappa del viaggio. Galadriel fa la conoscenza di Frodo che le offre l'Unico Anello, abbagliato dallo splendore della dama elfica. Subito dopo la partenza della Compagnia Galadriel ospita il rinato Gandalf, sopravvissuto alla battaglia contro il Balrog. Durante la Guerra dell'Anello, Lothlorien subisce tre attacchi, tutti respinti, e alla fine di questi Galadriel e Celeborn si inoltrano nel Bosco Atro, dove incontrano Thranduil, re del reame elfico del bosco e dove Galadriel purifica la foresta e la fortezza di Dol Guldur dal ricordo di Sauron. Con la scomparsa dell'Unico Anello la decisione per gli Alti Elfi è chiara; così Galadriel, dopo aver assistito al matrimonio della nipote Arwen parte dalla Terra di Mezzo insieme ad Elrond, Gandalf, Frodo, Bilbo e a tanti della sua razza, verso le Terre Imperiture.

Adattamenti
Nei film di Peter Jackson, è interpretata dall'australiana Cate Blanchett con la voce italiana di Cristiana Lionello. In principio il ruolo doveva essere di Kylie Minogue la cui bassa statura, però, sarebbe stata in contrasto con l'altezza leggendaria di Dama Galadriel.

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Gil-galad

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« Gil-galad sugli elfi soleva regnare:
Tristi cantano ora i menestrelli
I giorni ancor liberi e belli
Del suo regno tra i Monti ed il Mare. »
(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)


Il nome e l'origine
Gil-galad, ne Il Silmarillion e nei Racconti incompiuti, è figlio di Fingon, e fu chiamato Ereinion ("rampollo di re" ) ma secondo la genealogia consolidata dal canone della Terra di Mezzo egli è figlio di Orodreth e fu chiamato inizialmente Rodnor (qua Ereinion è un altro dei suoi nomi). Il suo nome in elfico significa "stella di radianza".Il soprannome deriva dall'elmo, che brillava da lontano, se colpito dalla luce.

La storia
Dopo la morte di Turgon, Gil-galad divenne l'ultimo Re Supremo dei Noldor nella Terra di Mezzo.

Gioventù
Dopo la Dagor Bragollach, il giovane Rodnor era stato mandato dal padre Orodreth sull'isola di Balar, dove strinse amicizia con Círdan. Sfuggì così al massacro della Battaglia delle Innumerevole Lacrime e al successivo sacco del Nargothrond, in cui perirono il padre e la sorella Finduilas.

Re Supremo
Per tutta la Seconda Era regnò nel Lindon sulla riva del Grande Mare, e fu alleato dei Númenóreani, che lo aiutarono nella lotta contro Sauron. Fu inoltre custode di Vilya, l'anello di zaffiro che gli fu dato da Celebrimbor quando Sauron rivelò le proprie vere intenzioni nei riguardi degli Anelli del Potere.
Egli fu l'unico che riconobbe l'Oscuro Signore di Mordor, nelle vesti dell'elfo Annatar, riconoscendo il crudele Maia ribelle, che aveva servito Morgoth come luogotenente e si era nascosto alla collera dei Valar, e gli impedì l'ingresso nel Lindon. Dopo aver inviato in aiuto dell'Eregion il suo araldo e consigliere Elrond Mezzelfo, suo cugino, riuscì a cacciare Sauron dall'Eriador, riducendo di molto le forze del Nemico.

L'ultima alleanza e la caduta
Costituì, dopo la fine di Numenor, insieme ad Elendil, a cui era legato da amicizia personale, l'Ultima Alleanza tra gli Elfi e gli Uomini, e partecipò alla guerra contro Sauron che segnò la fine della Seconda Era. Infatti, in essa Sauron venne sconfitto, o almeno così si credette, e l'Anello Dominante perduto, grazie all'impresa di Isildur, che lo tagliò dal dito del Nemico. Ma Gil-galad morì a Mordor, insieme ad Elendil, nell'ultimo duello contro l'Oscuro Signore. Secondo ciò che scrive Isildur, fu ucciso dal calore della mano di Sauron, dopo aver ceduto ad Elrond, probabilmente prima della battaglia, il proprio Anello. Dopo di lui, nessuno assunse il titolo di Re Supremo dei Noldor nella Terra di Mezzo (benché vivessero ancora discendenti di Finwe), anche perché moltissimi di essi erano morti nel frattempo prima di lui.

Curiosità
Gil-galad appare brevemente nel prologo del film di Peter Jackson La Compagnia dell'Anello, al momento della donazione dei Tre Anelli elfici e dell'Ultima Alleanza. Aveva una lancia molto potente, chiamata Aeglos o Aiglos, che incuteva il terrore nei nemici

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Cirdan

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« Quando arrivarono al cancello, Círdan il Timoniere si fece avanti ad accoglierli. Era molto alto, aveva la barba lunga e grigia, ed era anziano, ma i suoi occhi erano sfavillanti come stelle; li guardò, s'inchinò, e disse "Tutto è pronto". » (J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Il Ritorno del Re)
Círdan è un personaggio di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien per il romanzo Il Signore degli Anelli. Detto "il Carpentiere" (the Shipwright), è un Elfo Telerin, grande marinaio, carpentiere e signore delle Falas. Fu il custode del Grande Anello Narya finché non lo affidò a Gandalf.

Nome
Círdan (/ˈkiːrdan/) significa "costruttore di navi" (ship-maker) in Sindarin. Il suo nome originale era probabilmente Nowë (pronuncia: /ˈnɔwe/). Non è un nome Sindarin, probabilmente è una forma arcaica, più facilmente Telerin comune. Il suo significato è incerto, potrebbe essere messo in relazione col termine nowo, che significa "pensiero, idea di forma, immagine" (think, form idea, imagine).

Storia
Durante la Prima Era fu Signore delle Falas e degli elfi che vi dimoravano, i Falathrim, unici in quei tempi a conoscere l'arte della costruzione delle navi. Ebbe dimora nei porti di Brithombar e di Eglarest, dopo la distruzione dei porti partì in compagnia di Gil-Galad verso l'isola di Balar ove si stabilì a raccogliere perle. Alla fine de Il Signore degli Anelli appare invecchiato, caso strano per un elfo, anche se conserva la propria immortalità. Divenne il custode dei Porti Grigi nel Golfo di Lhûn durante la seconda e terza Era , all'arrivo di Mithrandir gli affidò Narya, l'anello di fuoco.

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